un cartello gemellaggio tra comuni
Un cartello del comune di Brono che indica il gemellaggio con Ferrara. Shutterstock by DELBO ANDREA

Come funziona il gemellaggio tra comuni

Origini, regole e benefici di questi particolari accordi per cooperare in campo culturale, sociale ed economico
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
2 Settembre 2026

Come funziona il gemellaggio tra comuni? Una domanda che tutti noi ci siamo posti almeno una volta. Del resto ogni volta che entriamo - o usciamo - da un comune queste amicizie sono segnalate sotto i cartelli di "benvenuto" e di "arrivederci" delle varie località. Ma qual è il significato di questi gemellaggi? Soprattutto, a cosa servono veramente? Cerchiamo di spiegare la storia e il funzionamento del gemellaggio tra comuni, sia che siano italiani sia che siano stranieri. Prima però occorre chiarire il contesto in cui sono nate queste amicizie, alcune delle quali singolari e altre molto importanti e ricche di significato, come quella celebre tra Roma e Parigi.

Anche se alcune forme di accordi tra le varie città esistevano già nel Medioevo, i gemellaggi tra comuni per come li conosciamo - e li intendiamo - al giorno d'oggi sono molto più recenti. Sono nati infatti dopo la Seconda guerra mondiale, un modo questo per rinsaldare i nuovi ideali di pace che in quel periodo spiravano nel Vecchio Continente e nel resto del mondo. Alcuni gemellaggi così sono più datati - quello esclusivo tra Roma e Parigi è in vigore dal 1956 -, altri invece sono più recenti. Per esempio dopo il crollo del Muro di Berlino, molte località nostrane hanno stretto amicizie con città dell'Est Europa che prima erano invece "off limits". Stando a una stima, al momento sarebbero attivi in Italia circa tremila gemellaggi. Andiamo allora a scoprire il funzionamento di questi accordi e quali sono i benefici che portano.

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Come funziona il gemellaggio tra comuni

Un cartello che indica il gemellaggio tra due Comuni
Un cartello che indica il gemellaggio tra due comuni. Shutterstock by Fotos0284

Per capire come funziona il gemellaggio tra comuni bisogna partire dalla procedura burocratica. L'iniziativa può nascere dal comune stesso, da un gruppo di cittadini o anche da una singola persona. La proposta poi deve essere approvata dal Consiglio Comunale con una delibera. Questo documento viene poi inviato agli uffici competenti del ministero degli Esteri e della Presidenza del Consiglio. Il primo così ha il compito di esprimere un parere, mentre a Palazzo Chigi spetta l'autorizzazione formale del gemellaggio. Ci sono così diversi passaggi formali da dover superare. Se tutto va per il meglio, solitamente poi viene nominato un comitato di gemellaggio che ha il compito di organizzare le varie attività. Oltre a sindaci e assessori, di norma ne fanno parte anche privati cittadini magari membri di associazioni o di gruppi sportivi.

Questa procedura vale sia per i gemellaggi con comuni italiani sia con quelli stranieri. Non esiste infatti un vincolo per queste amicizie. Anzi, ogni anno l'Unione Europea cerca di promuovere questi accordi con appositi bandi. Entrando più nei meccanismi, il gemellaggio tra comuni è un accordo formale con cui due o più enti locali si impegnano a collaborare in ambito culturale, economico e turistico. Attenzione però, non si tratta di un vincolo giuridico stringente. Di conseguenza il gemellaggio può restare un semplice simbolo, oppure può trasformarsi in una collaborazione attiva tra scambi, progetti e visite reciproche.

A cosa servono i gemellaggi fra le città

Fontana di Trevi illuminata di notte con bandiere di Italia e Francia per il 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma
Fontana di Trevi illuminata di notte con bandiere d'Italia e Francia per il 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma. Shutterstock by Suzyanne16

Sono diversi i benefici dei gemellaggi tra comuni. Come detto però dipende anche dal grado di coinvolgimento e da quali sono i progetti messi in campo. Solitamente servono a favorire la conoscenza reciproca tra comunità diverse attraverso viaggi di studio per studenti, scambi culturali e conferenze tra esperti. Proprio per favorire questi scambi, Bruxelles attraverso il bando europeo per i gemellaggi mette a disposizione 50mila euro per ogni iniziativa approvata. L'Italia negli ultimi anni così è stata il paese comunitario che ha presentato più proposte di tutti.

In alcuni casi queste amicizie si traducono in proficui rapporti commerciali e turistici. In altri invece anche in iniziative solidali. Ci sono poi legami nati anche a seguito di fenomeni migratori. Per esempio da tempo Viareggio e San Benedetto del Tronto sono ufficialmente gemellate. Oltre alla tradizione marinara, a unire le due città ci sono i tanti pescatori sambenedettesi che, oltre un secolo fa, sono emigrati a Viareggio. Da qui la profonda amicizia tra queste due località marinare che poi è sfociata in un vero e proprio gemellaggio. Infine occorre chiarire un ultimo aspetto. Alcuni gemellaggi sono più attivi di altri in base alle decisioni delle varie amministrazioni che si susseguono negli anni, con le iniziative che possono aumentare - o rallentare - anche in base alla volontà politica degli amministratori.

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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