Camminare
Una donna che cammina - foto di Jo Panuwat D su Shutterstock

Esercizio fisico come terapia, con prescrizione medica: cosa potrebbe cambiare

Il provvedimento è attualmente in fase di esame presso le commissioni permanenti del Senato
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
1 Settembre 2026

Mens sana in corpore sano, scriveva il poeta romano Giovenale quasi duemila anni fa nelle sue Satire. Difatti, considerare l'esercizio fisico come terapia non suona affatto una novità, nonostante ancora oggi i medici non possano fornire ai pazienti programmi strutturati di prevenzione e cura, qualora necessari. Ma qualcosa potrebbe cambiare.

L'esercizio fisico potrebbe diventare infatti una terapia contro diabete, obesità o altre malattie croniche, entrando a far parte del Servizio Sanitario Nazionale. Potrebbe cioè diventare prescrivibile, essere considerato come un farmaco, essere perfino detraibile. Non c'è ancora una legge approvata al riguardo e non si sa di preciso cosa potrebbe cambiare e come. Ma il Governo ci sta lavorando.

Esercizio fisico come terapia: i disegni di legge in esame

Camminare nel parco - Esercizio fisico come terapia
Una donna cammina in un parco - Shutterstock/Bignai

Passare da una "semplice" raccomandazione a un programma strutturato e prescrivibile dal medico è uno degli obiettivi principali dei disegni di legge 287 e 1231, confluiti in un testo unificato adottato dalla Commissione Affari Sociali e Sanità e attualmente al vaglio del Senato.

Il primo (DDL 287), titolato "Disposizioni recanti interventi finalizzati all'introduzione dell'esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia all'interno del Servizio sanitario nazionale" è stato presentato il 4 novembre 2022 dalla senatrice Daniela Sbrollini. È invece di quasi due anni più recente il secondo (DDL 1231), "Delega al Governo finalizzata alla prescrizione e alla somministrazione di programmi di esercizio fisico strutturato nel Servizio sanitario nazionale" presentato il 16 settembre 2024 su iniziativa parlamentare di Paolo Marcheschi,

L'adozione di un testo unificato, risale allo scorso 12 maggio, derivata dalla convergenza delle due iniziative. L'analisi da parte del Senato è ancora in corso, stando a quanto riporta l'ultimo aggiornamento del 3 giugno 2026. Ergo, il testo è ancora nel pieno dell'iter legislativo.

Leggi anche: Cos'è il walking yoga, l'attività benefica per mente e corpo

Cosa potrebbe cambiare, in pratica

Allenamento in palestra
Una ragazza si allena in palestra - Shutterstock/Dorde Krstic

Riconoscere formalmente l'esercizio fisico come terapia significa renderlo parte integrante di percorsi sanitari di prevenzione e trattamento. Se ora alle persone con obesità, diabete, malattie cardiovascolari o altre patologie croniche i medici possono raccomandare di aumentare l'attività fisica, rendere quest'ultima parte di un programma specifico significa fornire loro innanzitutto indicazioni precise e definite.

In altre parole, vuol dire indicare il tipo di esercizio da fare, l'intensità, la frequenza, la durata e altro. Ciò permetterebbe inoltre di collocarlo all'interno di una prospettiva sanitaria, da prescrivere e adattare alle condizioni sanitarie di ogni singola persona e agli obiettivi terapeutici da raggiungere.

Leggi anche: Quanto costa praticare uno sport nel 2026 in Italia?

Da una parte c'è dunque chi prescrive, ovvero medici di medicina generale, pediatri e specialisti. Dall'altra i professionisti ai quali affidare concretamente i programmi preventivi e terapeutici, questione delicata da affrontare e da definire. Lo stesso discorso vale per la sostenibilità economica, per evitare che questa novità diventi appannaggio solo di chi dispone delle risorse necessarie per sostenere i costi.

La prospettiva di rendere disponibili agevolazioni e detrazioni fiscali per chi svolge esercizio fisico come terapia è un'altra questione importante. Ma di questo e del resto ne sapremo di più nei prossimi mesi, con il prosieguo del relativo iter legislativo.

Vuoi di più? Estendi il tuo mondo digitale con la nostra app – scaricala subito!

Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

OLTRE L'ESPERIENZA
Seguici sui nostri canali social
Contatti
+39 349 930 5336
KuriUland, prima di pubblicare foto e video, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne l’appartenenza o il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi.
Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale, scriveteci a magazine@kuriu.it, provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. KuriUland è una testata registrata al Tribunale di Roma con il n° 38 del 07 Marzo 2023.
OLTRE L'ESPERIENZA
Seguici sui nostri canali social 
cross