Vari elettrodomestici
Vari elettrodomestici - Pixel-Shot/Shutterstock

Diritto alla riparazione, cosa cambia per dispositivi ed elettrodomestici

In arrivo più garanzie per i clienti, tempi congrui, prodotti riparati anche fuori garanzia e a prezzi ragionevoli
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
4 Agosto 2026

Ridurre l'obsolescenza programmata e lo smaltimento prematuro di dispositivi elettronici ed elettrodomestici è l'obiettivo del cosiddetto "Diritto alla riparazione". Si tratta di una direttiva europea che gli Stati membri (Italia inclusa) dovevano recepire entro il 31 luglio 2026. Così non è stato. Perché l'iter parlamentare italiano non è ancora concluso. Ma intanto, scopriamone di più.

Cos'è il "Diritto alla riparazione"

Un giovane che usa lo smartphone
Un giovane che usa lo smartphone - Shutterstock/Frame Stock Footage

Previsto dalla direttiva UE 2024/1799, è un'iniziativa legislativa volta a tutelare i consumatori alle prese con le riparazioni di elettrodomestici, smartphone, tablet, computer e altri dispositivi elettronici. Prova, in sostanza, a rispondere alla domanda che spesso ci poniamo in questi casi: ma non conviene comprarlo nuovo? La risposta è spesso affermativa. Complici i costi, le difficoltà nel reperimento dei componenti, i tempi necessari per le riparazioni e altre difficoltà che rendono sconvenienti e disagevoli le riparazioni.

"Si tratta di una direttiva fondamentale, che rafforza concretamente i diritti dei consumatori riconoscendo la possibilità di far riparare i propri prodotti a condizioni eque, con costi ragionevoli e anche rivolgendosi a riparatori indipendenti, senza essere vincolati alla rete autorizzata del produttore. È un intervento destinato a favorire l'economia circolare, ridurre la produzione di rifiuti e prolungare la vita utile di elettrodomestici, dispositivi elettronici e altri beni di consumo". Il commento dell'associazione Altroconsumo.

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Cosa cambia in pratica

Una ragazza sceglie lalavatrice da comprare
Una ragazza sceglie la lavatrice da comprare - Shutterstock/Reshetnikov_art

L'Unione Europea ha dunque introdotto una direttiva che obbliga i produttori a effettuare la riparazione anche dopo la scadenza del periodo di garanzia. Aggiustare un dispositivo rotto o difettoso, s'intende, deve avvenire nei limiti del possibile, ovvero fin quando è tecnicamente fattibile. Lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, climatizzatori, aspirapolvere, smartphone, tablet, computer, TV, e-bike e monopattini elettrici sono alcuni dei prodotti interessati dalla direttiva europea, lista di prodotti che potrebbe ulteriormente arricchirsi di articoli.

Se finora i produttori potevano (e possono ancora) sostanzialmente disinteressarsi dei loro dispositivi vecchi, o peggio, disincentivare le riparazioni, con l'entrata in vigore delle nuove regole saranno obbligati a fornire assistenza vera e propria. Con l'obiettivo di contrastare l'obsolescenza programmata, i consumatori avranno cioè il diritto di chiedere direttamente al produttore di riparare i dispositivi, i quali dovranno offrire interventi in tempi congrui e a prezzi ragionevoli. Non ci sono spiegazioni chiare al riguardo ma, in generale, s'intendono tempi e prezzi che non spingano il cliente a comprare un prodotto nuovo.

In caso di richiesta d'assistenza, i riparatori devono consegnare al cliente un modulo europeo con varie informazioni sulla riparazione. Fra queste, la tipologia di interventi, i prezzi, i tempi di lavoro e l'eventuale disponibilità di prodotti sostitutivi. L'uso è facoltativo ma ha il vantaggio di fornire una panoramica completa, dalla validità di 30 giorni dalla ricezione.

Da segnalare, fra le novità, anche quella relativa alla garanzia legale, che tutela il cliente in caso di difetti di fabbrica o non conformità. Nello specifico, verrà estesa di altri 12 mesi qualora l'utente, durante i due anni di garanzia legale, faccia riparare il prodotto anziché richiedere la sostituzione. Altrettanto importanti i chiarimenti per i produttori obbligati alle riparazioni che operano fuori dall'Unione Europea. La responsabilità, in questo caso, ricade sul loro rappresentante autorizzato per l'UE o sull'importatore.

Quando entrerà in vigore in Italia

Riparazione di un computer portatile - diritto alla riparazione
Riparazione di un computer portatile - Parilov/Shutterstock

Nonostante la scadenza del 31 luglio 2026 del recepimento della direttiva europea in questione, l'Italia non si è adeguata in tempo. Il governo ha predisposto uno schema di decreto legislativo per aggiornare il Codice del Consumo, ma l'esame parlamentare è ancora in corso e, probabilmente, serviranno ancora alcune settimane.

"Chiediamo un rapido completamento del recepimento della direttiva e che il Governo individui risorse per sostenere la riparazione, introducendo incentivi economici e campagne di informazione che rendano questa scelta semplice, conveniente e accessibile. Solo così il diritto alla riparazione potrà tradursi in un beneficio reale per i cittadini, contribuendo a ridurre i rifiuti, contenere la spesa delle famiglie e promuovere un'economia realmente circolare" ha commentato Altroconsumo. L'Austria, per esempio, prevede rimborsi statali fino a 200 euro come incentivi alla riparazioni.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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