Viaggiare sicuri in crociera, ecco 10 consigli per non avere sorprese
Salute, furti, assicurazioni e gli errori da non fare a bordo: i consigli per godersi una crociera in totale relax e senza pensieri

Per chi è cresciuto negli anni Ottanta, la crociera aveva il sorriso del capitano Stubing e la sigla di Love Boat: un mondo galleggiante e autosufficiente, in cui il porto di partenza contava più o meno quanto il nome del barista di bordo. Da allora le cose sono cambiate parecchio, e chi oggi sceglie un itinerario guarda prima di tutto agli scali, cioè alle città in cui scendere per qualche ora o per un giorno intero – e in cui, simmetricamente, qualcun altro vive, lavora e si ritrova una nave da crociera davanti alle finestre. È per questo che le previsioni presentate il 23 ottobre al terminal crociere di Livorno, durante la tredicesima edizione dell'Italian Cruise Day, riguardano da vicino entrambe le categorie. Il verdetto sulle crociere 2027 nei porti italiani, in due parole: anno record.
Per la precisione, secondo l'Italian Cruise Watch di Risposte Turismo – l'osservatorio che ogni anno mette insieme i dati di oltre cinquanta scali, pari al 92% del traffico nazionale – il prossimo anno i porti italiani dovrebbero movimentare circa 16 milioni di passeggeri, il 4% in più rispetto alle stime sul 2026, con oltre 6.370 toccate nave (+5%). Si tratta, va detto una volta per tutte, di proiezioni e non di consuntivi: i calendari delle compagnie si compongono con largo anticipo, ma tra la carta e la banchina qualche scostamento resta sempre possibile. Fatto sta che entrambi i numeri sarebbero i più alti mai registrati, e che il segno più non riguarda soltanto i soliti noti.
Il primo porto crocieristico italiano resta, senza sorprese, Civitavecchia, che fa da porta di Roma sul mare da quando Traiano, all'inizio del II secolo, vi fece costruire lo scalo di Centumcellae (i cui resti, curiosamente, si trovano ancora oggi nel mezzo del porto moderno). Per il 2027 sono attesi 3,8 milioni di passeggeri, il 2,7% in più, e 990 toccate: abbastanza perché il Lazio resti la prima regione italiana per crocieristi per il quarto anno di fila, con un totale che coincide in pratica con quello del suo porto principale.
Alle spalle della capolista, la classifica si fa più mossa. Napoli si conferma seconda con 1,95 milioni di passeggeri e una crescita dell'11,4% che, con il golfo e le isole a portata di aliscafo, non stupisce più di tanto. Terza Genova, con circa 1,6 milioni: un risultato stabile, l'unico fra i primi cinque a non tradursi in un primato storico. Poi Palermo, che supera 1,2 milioni di passeggeri (+19,8%) e soprattutto aumenta le toccate di quasi un terzo, e La Spezia, a quota 845 mila (+12,6%), da anni base di partenza per le Cinque Terre. Sul piano regionale, dietro il Lazio vengono la Liguria, con circa 3,4 milioni, e la Campania, che con oltre 2,5 milioni registra la crescita più forte del Paese, +15,7%. Se invece si contano le navi e non le persone, il primato spetta alla Sicilia, con oltre 1.250 toccate.

La notizia nella notizia – almeno per chi viaggia o è interessato al programma crociere 2027 – è che nove porti italiani dovrebbero toccare il loro massimo storico. Quattro li abbiamo già incontrati in vetta alla classifica, cioè Civitavecchia, Napoli, Palermo e La Spezia; gli altri cinque raccontano bene dove si sta spostando il baricentro. Messina, con 818 mila passeggeri attesi (+4,1%), cresce poco in percentuale ma parte da una base già robusta, e attraversare lo Stretto che il mito assegnava a Scilla e Cariddi resta uno di quei passaggi che valgono da soli il biglietto. Salerno è il caso più vistoso fra i porti di media taglia: 530 mila crocieristi e un +31,7% che ha nella Costiera amalfitana un argomento difficile da contestare. Catania, a circa 375 mila (+29,6%), corre quasi alla stessa velocità, con l'Etna sullo sfondo a fare da biglietto da visita.
Poi ci sono i piccoli, dove il record ha tutt'altro peso. Portofino arriva a 105 mila passeggeri, che per un borgo di poche centinaia di abitanti, dove le navi restano in rada e i crocieristi sbarcano con le lance, non è propriamente un dettaglio. Alghero – L'Alguer, per chi lì parla ancora il catalano – si ferma intorno ai 40 mila, ma con un +67% che è la crescita percentuale più alta dell'intera lista. Non a caso, fra le macroaree, quella delle isole è la più dinamica (+7,9%), seguita dal Tirreno centro-meridionale (+7,2%), mentre l'Adriatico e lo Ionio restano sostanzialmente fermi, con un lieve calo dello 0,7%.

C'è poi la questione delle mete nuove, forse la più interessante per chi sceglie una crociera anche in base alla rotta. Nel 2027 Capraia, isola dell'Arcipelago toscano che per oltre un secolo ha ospitato una colonia penale, accoglierà i suoi primi approdi crocieristici, mentre Barletta e le Isole Tremiti, entrate negli itinerari nel 2026, vengono confermate. Nessuna delle tre ha molto del grande scalo: la città della Disfida (quella del 1503, tredici cavalieri italiani contro altrettanti francesi) e l'arcipelago caro a Lucio Dalla sono mete per navi di stazza contenuta. Ed è proprio questa la tendenza che lo stesso comunicato di Risposte Turismo mette in evidenza: unità più piccole, crociere a tema, itinerari lontani dai circuiti consueti. Tutt'altra cosa, insomma, rispetto ai giganti da migliaia di ospiti che siamo abituati a vedere ormeggiati nei porti maggiori.
Dietro i numeri del traffico c'è un cantiere che dal ponte non si vede. Per il triennio 2027-2029 i porti italiani hanno in programma oltre 1,05 miliardi di euro di investimenti legati alle crociere: circa 340 milioni per le infrastrutture, quasi 220 per il rifornimento e i carburanti alternativi, poco più di 214 per nuovi terminal e circa 206 per dragaggi e scavi dei fondali. Curiosamente, quasi metà della cifra (500 milioni) è destinata all'area adriatico-ionica, cioè proprio a quella che nelle previsioni per il 2027 segna il passo: più una scommessa sul medio periodo che una fotografia del presente. Basti pensare ai nuovi terminal attesi già il prossimo anno a Ravenna, Bari, Brindisi e Taranto. Livorno, padrona di casa di questa edizione, si prepara intanto a 425 scali e a 820-830 mila passeggeri, mentre il prossimo Italian Cruise Day tornerà a Genova dopo quindici anni.
Per chi ha già una crociera in agenda, la classifica si legge come una mappa: più affollate le banchine di Civitavecchia e Napoli, più sorprendenti quelle di Salerno, Catania e Alghero, più appartate le nuove rotte verso Capraia e le Tremiti. Quale preferire dipende soprattutto da che cosa si cerca una volta scesi a terra; per il resto, dai documenti alla salute a bordo, valgono i nostri consigli per viaggiare sicuri in crociera, insieme a qualche riflessione su come sta cambiando il viaggio per mare. Il capitano Stubing, c'è da scommetterci, approverebbe.
Scritto da Anna Furlan
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