
Un varco di controllo passaporti automatizzato in un aeroporto dell'area Schengen. Shutterstock by Koapan.
Continua ad alimentarsi, il giro di rumor e notizie incerte sul sistema ETIAS: nel giro di diciotto mesi il nuovo permesso di viaggio europeo ha avuto almeno tre finestre di lancio ufficiali, promesse e poi ritirate una dopo l'altra, e chi sta organizzando un viaggio extra-Schengen per la fine del 2026 o per il 2027 rischia di orientarsi con informazioni vecchie o addirittura infondate. La domanda che conta, a metà settembre 2026, è una sola: quando il sistema ETIAS entra in vigore davvero? La risposta più onesta è che non esiste ancora una data ufficiale — e il motivo ha a che fare con lo stesso sistema, tecnico e complicato, che in questi giorni sta già allungando le code negli aeroporti italiani: l'EES.
Il portale ufficiale travel-europe.europa.eu/etias è netto quanto basta: «ETIAS is currently not in operation and no applications for travel authorisations are collected at this point» — ETIAS non è al momento operativo e non vengono raccolte domande di autorizzazione di viaggio. È un fatto verificabile, non un'interpretazione: chi cerca online un modulo di richiesta ETIAS non lo trova, oggi, su nessun canale ufficiale. La Commissione europea ha anche chiarito un punto pratico: comunicherà la data di apertura delle domande «diversi mesi prima» dell'entrata in vigore effettiva del sistema, un preavviso pensato apposta per dare tempo a viaggiatori e compagnie di prepararsi, non un lancio a sorpresa. Finché questo non cambia, nessuna fonte può dire con certezza quando ETIAS entra in vigore.

Per orientarsi tra le notizie contraddittorie che circolano online, conviene ricostruire la sequenza reale, passaggio per passaggio.
Il 5 marzo 2025 i ministri degli Interni dell'UE avevano fissato la finestra di lancio di ETIAS nell'ultimo trimestre del 2026, subito dopo l'avvio del sistema EES, partito il 12 ottobre 2025 e reso pienamente obbligatorio in Italia dal 6 settembre 2026, alla scadenza della deroga sui controlli biometrici. Quella finestra, però, non ha retto: a luglio 2026 l'agenzia eu-LISA, l'ente UE che gestisce tecnicamente entrambi i sistemi, ha stabilito che un lancio entro fine 2026 «non è più fattibile», per usare la formula riportata dalle testate di settore, a causa di problemi di integrazione informatica tra ETIAS ed EES e della necessità di stabilizzare prima quest'ultimo. Il sito ufficiale ha quindi rimosso ogni riferimento al 2026, sostituendolo con una formula più prudente: l'Unione Europea annuncerà una data diversi mesi prima dell'entrata in funzione del sistema, punto. Da allora le principali testate internazionali che seguono il dossier, dal Financial Times in giù, indicano il 2027 come ipotesi di lavoro più probabile — ma nessuna fonte istituzionale ha confermato finora una data precisa, nemmeno un trimestre.
Il collo di bottiglia tecnico non è nel software di ETIAS, che dal punto di vista del sistema resta relativamente semplice: un'autorizzazione online, sul modello dell'ESTA statunitense. Il problema è a monte. ETIAS dipende dal buon funzionamento dell'EES, il sistema che registra ingressi e uscite dei cittadini extra-UE con dati biometrici, e che nelle sue prime settimane di piena operatività ha già causato code lunghe e reali in diversi scali europei, Italia inclusa. Una fonte della Commissione ha spiegato ai media di settore che il tempo più lungo del previsto serve soprattutto alla registrazione biometrica: proprio la fase che sta creando le code viste in queste settimane. Far partire ETIAS sopra un EES ancora instabile rischierebbe, secondo eu-LISA, di aggravare la situazione alle frontiere invece di semplificarla.
La scadenza da tenere d'occhio non è una data di lancio, ma una riunione: il management board di eu-LISA si riunisce a settembre 2026 per discutere — e, secondo le fonti di settore, presentare — una timeline rivista, che la Commissione europea dovrà poi formalizzare con un annuncio ufficiale. Solo dopo quest'incontro si saprà con più chiarezza quando ETIAS entra in vigore.

Nessuna domanda va presentata: al momento non esiste alcun modulo ETIAS attivo, e qualunque sito che proponga una «pre-registrazione» a pagamento è, per definizione, un tentativo di truffa. L'unico canale futuro resterà il portale ufficiale travel-europe.europa.eu/etias. Chi viaggia oggi verso l'area Schengen da un Paese esente da visto — Stati Uniti, Regno Unito e Canada inclusi — continua a entrare con il solo passaporto in corso di validità, esattamente come prima. Il costo fissato per ETIAS resta di 20 euro per gli over 18, con i minorenni esenti, e una validità di 3 anni o fino alla scadenza del passaporto: cifre già decise, ma non ancora attive.
No. ETIAS riguarda solo l'ingresso nell'area Schengen dall'esterno, per i cittadini di Paesi esenti da visto. Chi si sposta da un Paese Schengen a un altro — dalla Francia all'Italia, per esempio — non ha mai bisogno di ETIAS, indipendentemente dalla nazionalità: quello spostamento non è un attraversamento della frontiera esterna dell'Unione.
I cittadini di circa 60 Paesi terzi che oggi entrano in area Schengen senza visto per soggiorni brevi, fino a 90 giorni su 180: tra questi Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Giappone, Brasile. I cittadini UE non ne hanno bisogno, così come chi possiede già un visto Schengen o un permesso di soggiorno in un Paese dell'Unione.
No. Finché il sito ufficiale della Commissione europea non annuncia l'apertura delle domande, qualunque richiesta non è possibile, e qualunque servizio che la offra a pagamento va considerato sospetto. L'unica cosa utile da controllare oggi è la data di scadenza del proprio passaporto: un requisito che resta necessario a prescindere da ETIAS.
Per chi deve prenotare un volo o un pacchetto per la primavera o l'estate del 2027, dunque, la prudenza più ragionevole resta la stessa: verificare a ridosso della partenza, sul portale ufficiale, quando (e se) il sistema ETIAS entra in vigore davvero.
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