Sagre in Emilia-Romagna a maggio 2026: gli eventi da non perdere
Dal tortellino tipico di Reno Centese all'asparago verde di Alteco, passando per fragole e arrosticini

Con l'arrivo della primavera, le piazze campane tornano a riempirsi di profumi e tradizioni. Se vi state chiedendo cosa fare in Campania nel weekend o dove gustare i prodotti tipici del territorio, le sagre di maggio 2026 offrono appuntamenti imperdibili che spaziano dal Casertano al Cilento, passando per il Sannio e l'Irpinia.
Il mese si apre con il botto grazie al ponte del 1° maggio, un'occasione perfetta per gite fuori porta alla scoperta di eccellenze Presidio Slow Food, come il pregiato Carciofo Bianco di Pertosa o la celebre Salsiccia Rossa di Castelpoto. Ma il calendario degli eventi enogastronomici in Campania non si ferma qui: per tutto il mese di maggio, la regione celebra i suoi sapori più autentici con percorsi del gusto, mercatini dell'artigianato e musica popolare.
Che siate amanti della buona cucina, turisti in cerca di borghi medievali o famiglie a caccia di relax, la nostra guida completa alle sagre campane di maggio vi aiuterà a pianificare i vostri fine settimana all'insegna della convivialità e dei sapori genuini. Ecco tutti gli eventi da non perdere, divisi per data e località.

Dove: Napoli, nella storica cornice di Piazza Dante.
Quando: Da venerdì 24 aprile a domenica 3 maggio 2026.
Orari: Apertura prevista dalla mattina fino a tarda sera (orario continuato per i dieci giorni dell'evento).
Di cosa si tratta: Un grande villaggio del gusto che celebra le eccellenze enogastronomiche e artigianali italiane. La kermesse ospita espositori provenienti da ogni regione per un viaggio sensoriale tra tradizioni locali. Oltre al food, è presente una selezione di artigianato autentico, tra cui gioielli e ceramiche fatte a mano.
Cosa si mangia: Un vero e proprio itinerario tra i sapori della Penisola. Tra le specialità imperdibili: Mozzarella di bufala campana DOP, taralli e liquori tipici del Cilento. Cannoli siciliani farciti al momento e arancini. I classici arrosticini cotti alla brace. Focacce e prodotti da forno. Selezione di tartufi, salumi pregiati, formaggi tipici e vini selezionati.
Dove: Pertosa (Salerno), principalmente in Piazza De Marco e nelle vie del centro storico.
Quando: L'evento si articola su due fine settimana: Primo weekend: 30 aprile, 1, 2 e 3 maggio 2026. Secondo weekend: 8, 9 e 10 maggio 2026.
Orari: Gli stand gastronomici sono solitamente attivi a pranzo (dalle 12:30) e a cena (dalle 19:30). Durante i giorni festivi (1° maggio e domeniche), l'animazione e i mercatini artigianali sono aperti tutto il giorno.
Di cosa si tratta: Una delle manifestazioni enogastronomiche più importanti della Campania, dedicata al pregiato Carciofo Bianco di Pertosa, un presidio Slow Food unico per la sua dolcezza e l'assenza di spine. La sagra è un progetto corale che vede la partecipazione di ristoratori locali, produttori e associazioni, uniti per valorizzare un prodotto che rischiava l'estinzione.
Cosa si mangia: Un menù interamente dedicato al "protagonista bianco", declinato in ricette tradizionali e gourmet: carciofi arrostiti sulla brace, frittelle di carciofi, e i celebri fusilli al tegamino con cuori di carciofo. Carciofi imbottiti ("mbuttunati"), carpaccio di carciofo crudo (per esaltarne la dolcezza) e sott'oli artigianali. E in accompagnamento del pane cotto a legna locale, carni alla brace e vini rossi e bianchi degli Alburni.

Dove: Castelpoto (Benevento), nel cuore del borgo medievale in Piazza T. Mancini.
Quando: Da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio 2026.
Orari: Gli stand enogastronomici aprono ogni sera a partire dalle ore 20:00. Nelle giornate festive del 1° maggio e di domenica, è solitamente prevista l'apertura anche a pranzo (dalle 12:30).
Di cosa si tratta: Un evento storico dedicato alla Salsiccia Rossa, Presidio Slow Food e simbolo dell'identità di Castelpoto. Organizzata dall’Associazione Salsiccia Rossa e Prodotti Tipici, la sagra celebra un insaccato unico al mondo, lavorato a mano e privo di conservanti, la cui colorazione e sapore derivano dall'aggiunta dei "poverelli" (peperoncini locali, dolci o piccanti, essiccati e ridotti in polvere).
Cosa si mangia: Un menù ricco che esalta la versatilità della salsiccia rossa e i prodotti del Taburno. Il piatto simbolo sono i fusilli al ragù di salsiccia rossa. Per i secondi la salsiccia rossa alla brace, servita nel tipico panino o al piatto. Come contorni tradizionali la salsiccia e broccoli (o "friarielli" locali) e patate fresche fritte. Poi sono previste degustazione di salsiccia stagionata, formaggi del Taburno e prodotti sott'olio locali. Il tutto accompagnato da generosi bicchieri di Aglianico del Taburno e Falanghina del beneventano.
Vuoi di più? Estendi il tuo mondo digitale con la nostra app – scaricala subito!