Bansky bambina con il cuore rosso
Le opere di Bansky nel mondo - Foto: Shutterstock/Shutterstock AI

Mappa opere Banksy nel mondo: dove trovare i murales sopravvissuti dello street artist

Dalle strade di Londra alle metropoli internazionali, ecco dove trovare i graffiti e i murales originali sopravvissuti al tempo e all'usura urbana
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
8 Giugno 2026

La street art ha per sua natura un carattere effimero, ma quando si parla dello street artist più famoso e misterioso del pianeta, ogni stencil diventa un tesoro dal valore inestimabile. Rintracciare la mappa completa delle opere di Banksy in giro per il mondo è una vera e propria caccia al tesoro per gli appassionati di arte urbana e i viaggiatori contemporanei.

Nel corso degli anni, l'artista britannico ha lasciato il segno in tantissime metropoli, partendo da Londra per poi toccare New York, la Cisgiordania e diverse città europee. Molti dei suoi storici murales, purtroppo, sono stati coperti da vernice grigia, vandalizzati o rimossi nel tempo, andando perduti per sempre a causa della natura stessa di questa forma d'arte.

Tuttavia, camminando con lo sguardo attento durante le proprie esplorazioni urbane, è ancora possibile imbattersi in opere originali che sono riuscite a sopravvivere all'usura del tempo e alla gentrificazione, alcune conservate in condizioni perfette e altre parzialmente danneggiate ma cariche di fascino.

Dalle strade della capitale inglese, dove tutto è iniziato, fino alle installazioni geopolitiche più provocatorie, scoprire dove si trovano i graffiti di Banksy ancora visibili permette di vivere un'esperienza culturale unica e ravvicinata con la satira politica e la poesia visiva che lo hanno reso un'icona globale.

La bambina con il palloncino rosso a Londra

Girl with Balloon (la bambina con il palloncino) rappresenta l'opera in assoluto più iconica e riconoscibile di Banksy. Apparso per la prima volta a Londra nel 2002, questo celebre stencil ritrae una bambina che protende malinconicamente la mano verso un palloncino rosso a forma di cuore, che il vento sta trascinando via. L'immagine è diventata nel tempo un potente simbolo universale, capace di racchiudere in pochi tratti il senso di perdita dell'innocenza dell'infanzia, ma al contempo di farsi portatrice di un messaggio di speranza e amore.

A livello visivo, il fulcro del murale risiede nel netto contrasto cromatico tra la silhouette della bambina, realizzata in bianco e nero, e il rosso vivido del palloncino, un dettaglio che cattura immediatamente lo sguardo del passante. Quell'oggetto che sfugge alla presa simboleggia i sogni, le aspirazioni e l'ingenuità che scivolano via con il passare degli anni, lasciando però intatta la fiducia nel futuro.

Il significato dell'opera sa anche adattarsi ai contesti geopolitici in cui viene replicata: quando Banksy ha riproposto lo stencil sul muro di separazione in Cisgiordania, ad esempio, quel palloncino che vola oltre la barriera ha assunto un fortissimo valore di libertà e di riscatto sociale.

La Madonna con la pistola a Napoli

La madonna con la pistola Napoli
La madonna con la pistola a Napoli (Foto: Ufficio stampa FAI) - Newscinema.it

Il debutto assoluto di Banksy in Italia risale al 2010 e ha come scenario Napoli, una città dove la street art è da sempre radicata nel tessuto sociale, basti pensare ai celebri tributi a Maradona, Pino Daniele o ai murales di Jorit. L'artista di Bristol realizzò ben due opere dal forte impatto sarcastico, posizionate in punti strategici del centro storico.

L'unico murale originale di Banksy ancora visibile in Italia si trova in Piazza Gerolomini ed è conosciuto come La Madonna con la Pistola. L'opera, protetta di recente da una teca in plexiglass per evitare atti vandalici, gioca sull'ambiguità sacra: a prima vista la figura ricalca l'iconografia religiosa classica, ma l'aureola sopra la testa della Vergine è sostituita dal profilo nitido di un'arma da fuoco.

A rendere la scena ancora più suggestiva è la presenza, proprio a pochi centimetri di distanza, di un'antica edicola votiva con la Madonna col Bambino, che sembra quasi dialogare con l'interpretazione provocatoria dello street artist.

Migrant Child a Venezia

Migrant Child a Venezia
Migrant Child a Venezia - Foto: Shutterstock/YASEMIN OZDEMIR

La seconda opera italiana di Banksy si trova a Venezia, nel sestiere di Dorsoduro, in Campiello Mosca, lungo Rio de Ca’ Foscari. Apparso nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2019, in concomitanza con l'inaugurazione della Biennale d'Arte, il murale è stato attribuito a lui per l'uso della tecnica stencil.

Intitolato Migrant Child, il dipinto raffigura un bambino con indosso un giubbotto di salvataggio e i piedi immersi nell’acqua della laguna. Il piccolo solleva una torcia che emette fumo rosa. Un messaggio visivo di straordinaria potenza che accende i riflettori sul dramma delle migrazioni nel cuore di una delle mete turistiche più celebrai al mondo.

Per ammirare l'opera da una prospettiva ideale, conviene raggiungere Campo San Pantalon. Da qui si sale sul ponte situato di fronte alla chiesa, da cui si gode di una visuale diretta sulla parete interessata. La zona, animata dalla forte presenza di studenti universitari, conserva un'atmosfera autentica e vivace.

Tuttavia, il destino di questo capolavoro urbano resta appeso a un filo: a causa dell'azione erosiva del moto ondoso, dell'acqua alta e delle severe condizioni ambientali della laguna, il murale sta subendo un progressivo e preoccupante deterioramento che lo rende ogni giorno più fragile.

Opere Banksy: Lo stambecco a Kew, Londra

Il legame tra lo street artist e la capitale britannica si è arricchito di un capitolo memorabile nell'agosto del 2024, quando ha dato vita a una maratona creativa di nove giorni.

L'intero ciclo creativo dell'artista si è sviluppato attorno a un unico affascinante filo conduttore, mostrando esclusivamente raffigurazioni di animali selvatici. Ad aprire questa celebre serie zoologica è stato un iconico stambecco. L'animale barcolla in perfetto equilibrio precario sulla sommità di una colonna nel quartiere di Kew.

elefanti Banksy
Gli elefanti di Banksy - Foto: Shutterstock/Brian Minkoff

Opere Banksy: Gli elefanti di Edith Grow, Londra

Il giorno successivo alla comparsa dello stambecco, la maratona artistica di Banksy ha fatto tappa nel quartiere di Chelsea. Qui lo street artist ha dato vita a due elefanti che si muovono l'uno verso l'altro facendo ondeggiare le proboscidi sulla facciata di una casa.

Nel corso del tempo, una delle due figure è stata presa di mira dai vandali e sfregiata con delle strisce geometriche. Dettaglio che rende l'animale cromaticamente bizzarro. Nonostante questo atto di vandalismo, l'opera resiste ancora sul muro dell'edificio, continuando a lanciare il suo poetico messaggio visivo ai passanti.

Opere Banksy: Le scimmie a Shoreditch, Londra

Dopo gli elefanti è arrivato il turno delle scimmie, proprio come recita il vecchio detto. Per il suo terzo blitz artistico di quell'agosto, Banksy ha scelto il quartiere alternativo di Shoreditch. Qui ha dipinto un trio di primati che dondolano sospesi nella giungla urbana.

Lo street artist ha impresso i suoi celebri stencil direttamente sulla fiancata del ponte della linea ferroviaria Overground.

scimmie Banksy Londra
Le scimmie di Banksy a Londra - Foto: Shutterstock/Wally Cassidy

Opere Banksy: I pellicani di Pretoria Avenue

La quarta opera della straordinaria serie zoologica firmata da Banksy nell'agosto del 2024 ha visto come protagonista un lupo solitario. Impresso con la tecnica dello stencil, è apparso sulla superficie di una parabola satellitare nel quartiere di Peckham. Il destino del pezzo è stato però fulmineo. Nel giro di pochissimi minuti dalla sua rivendicazione, l'opera è stata letteralmente rubata da un gruppo di malviventi incappucciati.

Senza perdersi d'animo, il giorno successivo lo street artist è tornato a colpire a Walthamstow. Qui ha dipinto una coppia di pellicani proprio sopra l'insegna del Bonner's Fish Bar, ritraendoli mentre si godono una cena a base di pesce fresco.

Il rinoceronte di Westmoor Street

Il sesto giorno della sua maratona urbana, Banksy ha fatto comparire un gatto nero sulla facciata di un cartellone pubblicitario a Cricklewood. Opera che è stata rimossa nel giro di pochissime ore per motivi di sicurezza. Il giorno successivo, il settimo, è stato il turno di un branco di piranha dipinti sui vetri di una garitta della polizia di Londra. Ma anche questi sono stati prontamente trasferiti dalle autorità per essere tutelati.

Ma il vero colpo di genio è arrivato a Charlton: un enorme rinoceronte colto nell'atto di montare una vecchia Nissan Micra abbandonata. Se i lavori precedenti erano facili da portar via, questa bizzarra installazione si è rivelata decisamente più difficile da rimuovere o da rubare. Il motivo? Banksy ha impresso lo stencil direttamente su una solida parete di mattoni, rendendo il pezzo praticamente inamovibile. Una mossa decisamente astuta.

Interno del Museo Banksy a Cracovia, Polonia
Interno del Museo Banksy a Cracovia, Polonia - Foto: Shutterstock/Todor Stoyanov-Raveo

Opere Banksy: Sweep it under the carpet

Tra le opere Bansky, spicca senza dubbio Sweep it Under the Carpet (Nasconderlo sotto il tappeto). Situata a Londra, nel quartiere di Chalk Farm, l'opera mostra una cameriera intenta a sollevare un lembo di muro, per nascondere la spazzatura accumulata.

Attraverso questa metafora visiva, lo street artist britannico lancia una dura critica politica, alludendo alla sistematica riluttanza del governo inglese nell'affrontare questioni sociali e geopolitiche spinose e controverse. Tra le interpretazioni più accreditate, quella di un atto d'accusa contro la passività delle istituzioni occidentali dell'epoca di fronte a drammatiche emergenze umanitarie globali.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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