
Per qualcuno è un passatempo, per molti altri un lavoro o quasi. Per tutti, deve essere un'attività da praticare minimizzando i rischi. Ma come cercare funghi in sicurezza? Spesso molti sottovalutano i pericoli, non solo relativamente alla commestibilità, ma riguardo ai luoghi e ai sentieri scelti, spesso con percorsi non adeguati, pericolosi e poco segnalati. Sono molti gli interventi dei soccorritori nell'ambito della raccolta dei funghi, tanto che il Soccorso Alpino negli scorsi giorni ha diramato un appello con tanto di raccomandazioni annesse, che qui di seguito vediamo meglio insieme.

"La stagione dei funghi entra nel vivo e, con l’aumento delle presenze nei boschi, cresce anche il rischio di incidenti, malori e persone disperse. [...] Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è già stato impegnato in numerose operazioni di ricerca e soccorso che hanno coinvolto cercatori di funghi colti da malore, dispersi nei boschi o a seguito di cadute in zone impervie."
È l'invito alla prudenza che il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino) ha condiviso sui social negli scorsi giorni. Un avviso che mira a rendere le persone più consapevoli dei rischi legati a un'attività che, soprattutto nel corso delle prossime settimane, verrà praticata da molte persone, con più e meno cognizione di causa.
Un appello che arriva in seguito a una serie di interventi che i soccorritori hanno portato a termine negli scorsi giorni in diverse aree del Nord Italia, che vuole essere non un monito ma un invito alla consapevolezza. "Il bosco può sembrare un ambiente facile e familiare, ma una caduta, un malore o la perdita dell’orientamento possono trasformare rapidamente una giornata di svago in un’emergenza. Poche e semplici precauzioni possono fare la differenza".
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Nello stesso comunicato, il Soccorso Alpino ha condiviso una serie di buone pratiche di sicurezza per ridurre al minimo i rischi. Innanzitutto, la preparazione fisica. È infatti importante essere in buone condizioni fisiche e scegliere percorsi adeguati, quindi né troppo lunghi, né impegnativi e, più in generale, conosciuti. Perché qualora non si conoscesse la zona e l'itinerario, è probabile perdere l'orientamento. Casi in cui è bene cercare di mantenere la calma e, laddove possibile, tornare indietro sui propri passi anziché proseguire alla cieca.
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È pertanto sconsigliabile andare da soli e privi di uno smartphone. Pur non essendo sempre garantita la copertura telefonica, il telefono è uno strumento di sicurezza fondamentale per comunicare, orientarsi. E, in caso di infortuni, permette di essere rintracciabili dai soccorritori. Consigliamo a tal riguardo l'app del Soccorso Alpino GeoResQ.
C'è poi la questione relativa all'abbigliamento, preferibilmente da trekking, e all'attrezzatura da avere con sé. Innanzitutto le calzature, che devono essere adatte ai percorsi. Vanno bene scarponi da trekking e da montagna con suole tecniche, per esempio. Sono invece da evitare stivali, scarpe da ginnastica e simili. Può fare la differenza anche avere con sé uno zaino con dentro un kit di primo soccorso, indumenti di ricambio e impermeabili, un coltellino multiuso, una torcia frontale, un telo termico, qualcosa da mangiare e, soprattutto, una quantità di acqua proporzionata al tempo stimato dell'uscita.
Per maggiori informazioni in merito, consigliamo di consultare il portale del Soccorso Alpino Sicuri in Montagna; nello specifico la pagina dedicata alla ricerca di funghi: sicurinmontanga.it/activity/funghi.
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