Le atlete trans non potranno più gareggiare alle Olimpiadi nelle gare femminili
Le nuove regole in vigore dai prossimi Giochi Olimpici vedranno le atlete transgender impossibilitate a partecipare alle competizioni femminili. I dettagli

Un record del mondo mercoledì in semifinale e un altro giovedì per l'italiana Sara Curtis, sempre nei 50 metri dorso, con tanto di oro annesso. È la nuotatrice velocista del momento la diciannovenne italiana che agli Europei di nuoto di Parigi ha dato e continua a dare spettacolo, confermando le sue straordinarie capacità già mostrate nei mesi scorsi. Per questo, ma non soltanto, vale la pena conoscerla meglio.

Nata a Savigliano, in provincia di Cuneo il 19 agosto 2006, Sara Curtis è una nuotatrice italiana specializzata nello stile libero e nel dorso su distanze brevi (soprattutto 50, ma anche 100 metri). È figlia di due migranti, come dice suo padre. Lui di Frosinone, la madre, della Nigeria, i quali si conobbero in un mercato della frutta a Torino.
Ha trascorso l'infanzia e parte dell'adolescenza a Genola, in provincia di Cuneo. Lo scorso anno si è poi trasferita a Charlottesville, in Virginia, negli Stati Uniti, per studiare psicologia all'Università della Virginia, dove ancora oggi risiede e si allena con alcune delle migliori atlete al mondo, come le statunitensi Gretchen Walsh e Kate Douglass.
Ma già prima ottenne diversi risultati importanti. A partire dalle due medaglie d'argento in staffetta agli Europei in vasca corta di Otopeni del 2023. Fu un anno ancora migliore il seguente, iniziato con il record italiano nei 50 metri stile libero a marzo, proseguito un mese dopo con il record nazionale e mondiale juniores dei 50 metri dorso in vasca corta e concluso con un altro record italiano nei 50 metri stile libero in vasca corta a novembre. Quello stesso anno vinse anche la sua prima medaglia d'oro mondiale senior nella staffetta 4x50 stile libero mista.
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La striscia di successi di Sara Curtis continua anche nel 2025, anno in cui il suo nome comincia a diventare virale anche oltre i confini del nuoto. Già a partire da aprile, quando batté lo storico record di Federica Pellegrini del 2016 nei 100 stile libero, abbassato a 53"01 da 53"18. Stesso esito per le gare del giorno dopo, con il nuovo record nei 50 metri stile libero, migliorato ulteriormente ad agosto con un 24"41.
Gli europei in vasca corta di Lublino le valsero poi tre medaglie in staffetta (due ori e un argento), un altro record nazionale rubato a Pellegrini, nei 100 metri stile libero, distanza in cui poi vinse il bronzo. L'oro arriverà poi due giorni dopo, il 7 dicembre, nei 50 metri dorso con tanto di record europeo, giorno in cui si aggiudicò anche un argento nei 50 metri stile libero e un bronzo nella staffetta 4x50 misti.
Anche il 2026 è iniziato nel migliore dei modi, con record italiani, europei e mondiali. Gli europei di Parigi di agosto costituiscono l'attuale apice della carriera di Sara Curtis, che ha vinto la medaglia d'oro nei 50 metri dorso con un 26"56 da record del mondo, battendo il record del mondo che aveva stabilito lei stessa il giorno prima durante le semifinali. Tra l'altro è la terza medaglia ottenuta durante questi Europei, vinta dopo un argento nella staffetta 4x100 stile libero e un bronzo nei 100 metri stile libero.

Per come vince e per i tempi che segna, Sara Curtis incanta, sorprende. Ma già da tempo non sorprende vederla competere con le più forti al mondo, nonostante quei 19 anni (ne compirà 20 il 19 agosto). Pochi ma non pochissimi per uno sport come il nuoto in cui dopo i 30 è difficile essere competitivi.
Una campionessa già matura e pronta per migliorare ulteriormente, soprattutto cercando maggiore ampiezza ed efficienza nella bracciata, pur mantenendo la velocità che la contraddistingue, spiegava alcuni mesi fa. Una ragazza che ha scelto di andare a vivere, a studiare e ad allenarsi negli Stati Uniti anche per crescere e maturare. Anche fuori dalle vasche.
Una Sara Curtis che dovette anche lottare contro vari pregiudizi. Per esempio, non temette di denunciare insinuazioni e pregiudizi sul fatto di essere la prima nuotatrice italiana mulatta a gareggiare a livelli simili. "Conosco moltissimi ragazzi neri a cui viene fatta la battutina "Ma come fai a nuotare? Sei nero e nuoti? Perché non vai a fare atletica?" E, secondo me, questo è un pregiudizio che deve essere eliminato" affermò Curtis.
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