castel del monte abruzzo cosa vedere
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Castel del Monte, cosa vedere nel borgo d'Abruzzo noto per i suoi tunnel sotterranei


A cura di Valeria Girardi
Articolo pubblicato il:
15 Agosto 2026

In Abruzzo esiste un borgo che, per difendersi dai nemici, non costruì soltanto mura: scavò letteralmente delle strade sotto le case. Si chiamano "sporti", sono tunnel sotterranei ricavati nella roccia che collegano in modo insolito diverse zone dell'abitato, e sono uno degli elementi che rendono Castel del Monte, a 1.345 metri di quota nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un luogo davvero fuori dal comune. Non stupisce, dunque, che questo piccolo borgo in provincia dell'Aquila, inserito nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, sia sempre più spesso scelto da chi cerca uno dei volti più autentici della regione, lontano dalla folla e dai ritmi delle località più turistiche. Ma andiamo con ordine, e scopriamo insieme cosa vedere a Castel del Monte durante una gita fuori porta in Abruzzo.

La Chiesa di San Rocco

chiesa di san rocco castel del monte abruzzo
La Shutterstock by silvia.cozzi

Entrando dalla Porta San Rocco, si arriva nella parte bassa del borgo, proprio lungo le antiche mura difensive, dove si incontra l'omonima chiesa, piccolo edificio di culto del XVII secolo ricavato dalla trasformazione di un antico torrione della cinta muraria.

La sua storia è legata a uno degli episodi più drammatici vissuti dalla comunità: fu infatti costruita per volontà dei superstiti della terribile pestilenza del 1656, come voto e ringraziamento a San Rocco, tradizionalmente invocato come protettore dal contagio. All'esterno l'edificio si presenta con una semplice facciata a vela, mentre all'interno custodisce un pregevole altare in legno scolpito, recentemente restaurato. Rimasta chiusa dopo i danni provocati dal terremoto del 2009, la chiesa è stata restituita al culto e riaperta ufficialmente nel gennaio del 2021.

Le case-mura e gli sporti: il borgo scavato nella roccia

castel del monte abruzzo - tunnel o sporti
Il centro storico di Castel del Monte, tra case-mura e vicoli medievali - Shutterstock by essevu

Immaginate un piccolo paese di montagna costruito come una fortezza, dove le case non servivano soltanto ad abitare, ma anche a proteggere chi viveva al loro interno: ecco, questo è lo scenario che accoglie chi arriva nel centro storico di Castel del Monte, dove le cosiddette "case-mura" conservano ancora oggi l'aspetto di abitazioni fortificate, quasi piccole torri addossate le une alle altre.

Ma è quando ci si addentra nei vicoli che il borgo mostra il suo lato più curioso. Gli sporti sono passaggi sotterranei scavati direttamente nella roccia, utilizzati in passato per spostarsi rapidamente e al riparo da un capo all'altro dell'abitato. Camminare qui significa quindi attraversare un paese che, più che essere semplicemente costruito sulla montagna, sembra quasi essere stato ricavato dalla montagna stessa. E la sensazione, inevitabilmente, è quella di fare un piccolo viaggio indietro nel tempo.

Il Ricetto, dove nasce la storia del borgo

castel del monte abruzzo
Le tipiche abitazioni di Castel del Monte - Shutterstock by Giambattista Lazazzera

Salendo verso la parte più alta di Castel del Monte si incontra il Ricetto, considerato il nucleo abitativo più antico del paese, dove si concentra una parte importante della storia religiosa del borgo. La Chiesa Matrice di San Marco Evangelista, la più antica e importante, domina infatti l'intero nucleo urbano dalla sua posizione elevata, diventando uno dei punti di riferimento più riconoscibili del paese.

Ma le chiese di Castel del Monte sono in tutto sei e raccontano, ciascuna a modo proprio, il legame profondo tra la comunità e il territorio. Nella parte bassa del borgo si trova la Chiesa della Madonna del Suffragio, conosciuta anche come Chiesa dei Pastori, un gioiello barocco che custodisce un monumentale altare in legno scolpito e dorato, alto ben 12 metri. Un'opera che non è soltanto un elemento artistico di grande pregio, ma anche una testimonianza del ruolo che la pastorizia ha avuto per secoli nella vita del paese.

Fuori dal nucleo storico, sul punto più elevato del colle, sorge invece la Chiesa di San Donato fuori le Mura, da cui si apre un panorama spettacolare sulla vallata. La Chiesa di San Rocco, già incontrata all'ingresso del borgo, completa il percorso delle principali architetture religiose legate alla storia dell'abitato, mentre appena fuori dal centro storico si trovano la piccola Chiesa della Madonna delle Grazie, semplice costruzione in pietra calcarea che ha conservato la sua forma originaria, e la Chiesa di Santa Caterina, altro piccolo edificio di culto storico dislocato nel territorio comunale.

Un itinerario tra le chiese di Castel del Monte diventa così anche un modo per leggere la storia del borgo: dalla posizione dominante della Chiesa di San Marco al legame con la pastorizia della Madonna del Suffragio, passando per le antiche mura, i luoghi di culto più appartati e i panorami che si aprono sulla montagna. Un patrimonio diffuso che contribuisce a rendere il paese molto più di un semplice susseguirsi di vicoli e case in pietra.

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Il Museo Civico ed Etnografico

Per capire davvero l'identità di Castel del Monte (e in parte dell'Abruzzo tutto), vedere e visitare il Museo Civico ed Etnografico è quasi d'obbligo. Distribuito in più sedi espositive, il museo permette infatti di entrare nella vita quotidiana di un paese che per generazioni ha vissuto di pastorizia e delle attività legate alla montagna.

Costumi tradizionali, lavorazione della lana, oggetti della vita pastorale e tradizioni religiose raccontano un mondo che oggi può sembrare lontanissimo, ma che qui continua a essere parte integrante della memoria collettiva. Un modo, insomma, per conoscere l'anima del borgo prima ancora di perdersi tra i suoi vicoli.

La Notte delle Streghe, l'evento più atteso dell'estate

notte delle streghe 2026 a castel del monte
Notte delle Streghe 2026 a Castel del Monte - foto via Facebook

Se c'è un momento dell'anno in cui Castel del Monte cambia completamente volto, è la notte tra il 17 e il 18 agosto, quando il borgo ospita la celebre Notte delle Streghe. Spettacoli teatrali, concerti, maschere e figure misteriose invadono vicoli e piazze, trasformando per una sera il paese in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Sempre nel mese di agosto si svolge anche la Rassegna Ovina, appuntamento dedicato alla pastorizia e ai prodotti tipici del territorio. Ed è proprio questa l'occasione giusta per assaggiare alcune delle specialità che raccontano meglio l'identità gastronomica del borgo: dal canestrato di Castel del Monte, formaggio di pecora dal sapore intenso, al marcetto, crema di formaggio fermentato dal gusto deciso e piccante, passando per gli immancabili arrosticini abruzzesi, i calcioni ripieni di pecorino e uova e le rape strascinate.

Chi sceglie agosto per visitare Castel del Monte, quindi, non trova soltanto un borgo da fotografare, ma una comunità che torna a raccontarsi attraverso feste, sapori e tradizioni.

Da Castel del Monte al Gran Sasso

Campo Imperatore, il celebre piccolo Tibet d'Abruzzo
Campo Imperatore, il celebre piccolo Tibet d'Abruzzo - Shutterstock by PhotoCG70

Castel del Monte non è soltanto un luogo da vedere e visitare passeggiando tra vicoli e case-mura: la sua posizione lo rende infatti un punto di partenza ideale per andare alla scoperta del paesaggio tipico dell'Abruzzo e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

A poca distanza si apre Campo Imperatore, il celebre "piccolo Tibet" d'Abruzzo, con i suoi spazi immensi e i panorami che, nelle giornate più limpide, arrivano a regalare scorci capaci di spaziare fino al mare. In estate sono soprattutto i sentieri e i percorsi escursionistici ad attirare gli amanti della montagna, mentre durante l'inverno il territorio ospita anche appuntamenti sportivi come la Marcia di Campo Imperatore. Il bello, insomma, è che a Castel del Monte non serve scegliere tra borgo e natura: qui le due cose convivono e si completano.

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Come arrivare e quando visitare Castel del Monte

Venire a vedere le bellezze di Castel del Monte è sicuramente più comodo in auto - soprattutto se la visita si incastra in un tour di più giorni e tappe in Abruzzo. Lasciando la macchina nelle aree di parcheggio vicine al centro storico, si prosegue a piedi il proprio itinerario di circa una giornata. In alternativa, si viaggia in treno fino a L'Aquila, e si prosegue con la linea bus extraurbana TUA fino al borgo, per un tragitto di circa 1 ora e 10 minuti. Ad ogni modo, è sempre a piedi che conviene visitarlo, perché soltanto camminando e perdendosi tra i vicoli, le scalinate e i passaggi scavati nella roccia si riesce davvero a coglierne tutta l'atmosfera.

L'estate è senza dubbio uno dei periodi migliori per visitarlo, grazie al clima più fresco garantito dall'altitudine e al calendario di eventi che raggiunge il suo momento più suggestivo nel mese di agosto. Anche le mezze stagioni, però, hanno il loro fascino, soprattutto quando i boschi del Gran Sasso si colorano d'autunno e il paesaggio intorno al borgo cambia completamente volto.

Chi arriva a Castel del Monte pensando di trovare "solo" uno dei tanti bei borghi italiani, spesso scopre qualcosa di diverso. Trova un paese con un'architettura e un'origine tutta sua, peculiarissima, con una storia profondamente legata alla pastorizia e una montagna che comincia praticamente appena fuori dalla porta di casa. E forse è proprio questo il motivo per cui, una volta lasciato il borgo, ciò che resta non è soltanto la fotografia di un bel paese abruzzese, ma la sensazione di aver visitato un luogo che, nonostante il tempo, mostra di aver saputo conservare intatta la propria identità.

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Valeria Girardi
Valeria Girardi
Direttore Editoriale

Giornalista iscritta all'Ordine del Lazio, è laureata in Scienze Linguistiche e specializzata in Marketing e Comunicazione. Crede nel perfetto equilibrio tra digitale e umano, creatività e rigore scientifico, numeri e parole, linguaggi umani e linguaggi di programmazione. Appassionata di viaggi, urban trekking ed escursioni naturalistiche, ama ascoltare, leggere e riportare le storie degli altri. 

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