Segnaletica sentieri del CAI per scegliere i sentieri da percorrere
Segnaletica sentieri del CAI - foto di ChiccoDodiFC su Shutterstock

Come scegliere i sentieri da percorrere in Italia a piedi

Per la propria sicurezza (e per goderne appieno) è fondamentale conoscere la classificazione dei sentieri del CAI
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
20 Agosto 2026

Panorami affascinanti e attrazioni particolari a parte, per scegliere i sentieri da percorrere in Italia è bene conoscere le scale realizzate dal CAI (Club Alpino Italiano) che permettono di distinguerne le difficoltà. Turistico (T), Escursionistico (E), Escursionisti Esperti (EE) sono i tre livelli di base relativi alle escursioni a piedi. A questi si aggiungono poi i vari livelli di difficoltà relativi alle vie ferrate.

Per la propria sicurezza, oltre che per goderne appieno, è importante saperne di più. Pertanto, di seguito vi riportiamo una panoramica con i vari livelli di difficoltà della classificazione del CAI, per capire meglio sigle e abbreviazioni che troviamo sia online durante la fase di pianificazione che sul campo.

Classificazione del CAI per scegliere i sentieri da percorrere

Segnaletica sentieri del CAI
Segnaletica sentieri del CAI - Steve Barze/Shutterstock

Iniziamo dalla scala di difficoltà più comune e utilizzata, ovvero quella relativa all'escursionismo che permette di scegliere i sentieri da percorrere in Italia a piedi. Sia questa che le altre classificazioni tengono conto di vari parametri, tra cui lunghezza, dislivello, altitudine, esposizione, difficoltà tecniche, difficoltà di orientamento e impegno fisico.

Di seguito, i vari livelli di difficoltà e le sigle relative: dal più semplice al più difficile.

  • T - turistico: percorsi semplici (mulattiere, carrarecce o evidenti sentieri) con dislivelli contenuti che non richiedono conoscenze escursionistiche e preparazione fisica alla camminata. Richieste calzature adatte e abbigliamento idoneo.
  • E - escursionistico: sono la maggior parte degli itinerari escursionistici (sentieri, mulattiere). Possono presentare tratti ripidi e incontrare facili passaggi su roccia non esposti che necessitano l'utilizzo delle mani per l'equilibrio. Gli eventuali tratti esposti sono generalmente protetti. Sono richieste calzature idonee, senso di orientamento, esperienza escursionistica e adeguato allenamento.
  • EE - escursionisti esperti: percorsi che richiedono capacità di muoversi lungo sentieri talvolta con tratti impervi, instabili e sconnessi. Possono presentare tratti esposti, traversi e parti rocciose. Si sviluppano su pendenze medio-alte e possono attraversare tratti su neve. Necessitano di ottima esperienza escursionistica, conoscenza dell'ambiente montano, capacità di orientamento e preparazione fisica adeguata. Inoltre, richiedono equipaggiamento e attrezzatura idonei.

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Livelli di difficoltà delle vie ferrate

Attrezzatura per fare una via ferrata
Donna impegnata in una via ferrata - Shutterstock/Marius Pirvu

Per scegliere i sentieri da percorrere in Italia che presentano vie ferrate, il Club Alpino Italiano presenta una classificazione simile alla suddetta. Noti come EEA (escursionisti esperti con attrezzature) si distinguono rispetto ai normali sentieri escursionistici per i tratti su roccia appositamente attrezzati con strutture metalliche come cavi, catene, pediglie, scale e staffe che ne facilitano e consentono la progressione.

Sono tutti percorsi più difficili e tecnici rispetto a quelli indicati sopra, itinerari che richiedono attrezzature adatte quali imbrago, kit da ferrata, casco, guanti, oltre a calzature e abbigliamento idoneo.

Come sopra, ecco le sigle corrispondenti ai vari livelli di difficoltà, dal più semplice al più difficile.

  • EEA-F (ferrata facile): itinerario ben protetto, poco impegnativo e poco esposto che potrebbe presentare solo brevi tratti verticali.
  • EEA-PD (ferrata poco difficile): ferrata che presenta canali e camini, passaggi verticali e tratti esposti. Richiede maggiore attenzione, indispensabile un uso corretto dell'attrezzatura (vale anche per i successivi).
  • EEA-D (ferrata difficile): itinerario prevalentemente verticale con presenza di cavi e/o catene con possibilità di brevi tratti strapiombanti. Richiesta preparazione fisica e tecnica adeguata.
  • EEA-MD (ferrata molto difficile): ferrata con pochi appoggi e appigli naturali evidenti. Si sviluppa su pareti ripide superando tratti strapiombanti. Richiede capacità tecnica e adeguata forza fisica.
  • EEA-ED (ferrata estremamente difficile): ferrata attrezzata perlopiù solo con cavo e/o catena, prevalentemente verticale e strapiombante. Richiede elevata capacità tecnica e molta forza fisica.

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Non sottovalutare la montagna

Indipendentemente dal livello, specie questi ultimi sono itinerari consigliati solo a chi conosce molto bene l'ambiente montano in senso lato. Soprattutto se si intende fare una via ferrata in una zona ignota o poco conosciuta, è fondamentale informarsi e affidarsi a una guida alpina, o quantomeno percorrerla insieme ad altri escursionisti o alpinisti con esperienza alle spalle del percorso specifico che si intende fare.

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Per maggiori informazioni su come scegliere i sentieri da percorrere in Italia a piedi, vi rimandiamo alla pagina web del sito del CAI con i vari livelli di difficoltà: cai.it/attivita/livelli-difficolta-cai-attivita/.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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