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Ogni anno, nel mese di maggio, la Costa Azzurra diventa il centro del mondo. Di quello cinematografico almeno. Il Festival di Cannes non è solo una sfilata di star sul red carpet, ma il più importante palcoscenico cinematografico globale che, insieme a Venezia, Berlino e Locarno, detta le regole dell'industria europea attraverso una storia che è un mix incredibile di diplomazia internazionale, interruzioni belliche e intuizioni geniali.
L'idea del Festival di Cannes nasce ufficialmente nel 1938 come reazione politica. In quegli anni, l'unico grande evento cinematografico era la Mostra del Cinema di Venezia, che però subiva pesantemente l'influenza del regime fascista. Per garantire un'arte libera da condizionamenti, il funzionario francese Philippe Erlanger, sostenuto dal ministro Jean Zay e dal giornalista Robert Favre Le Bret, decise di istituire una kermesse alternativa, in territorio francese.
Inizialmente la scelta della sede fu oggetto di contesa tra Biarritz e Cannes, con quest’ultima che venne infine selezionata nel 1939 come sede della nuova manifestazione cinematografica. Il festival avrebbe dovuto svolgersi a settembre di quello stesso anno, con la partecipazione di numerose star di Hollywood, tra cui Cary Grant e Spencer Tracy, giunte sulla Croisette anche a bordo di un transatlantico della MGM. Tuttavia, lo scoppio della Seconda guerra mondiale, segnato dall’Invasione della Polonia il 1° settembre 1939, costrinse gli organizzatori a interrompere la manifestazione quasi immediatamente dopo il suo avvio, impedendone di fatto lo svolgimento.

La vera prima edizione della kermesse vide la luce solo nel 1946, in un clima di rinascita e speranza post-bellica. Da quel momento Cannes divenne l'appuntamento fisso per l'industria, nonostante alcune battute d'arresto per motivi finanziari tra il 1948 e il 1950. Il prestigio della manifestazione crebbe rapidamente grazie a tappe fondamentali, come la costruzione del primo Palais des Festivals nel 1949 e la decisione strategica, presa nel 1951, di spostare l'evento in primavera per evitare la concorrenza diretta con Venezia.
Uno dei simboli più potenti del festival nacque invece nel 1955: la leggendaria Palma d’Oro. Realizzata in oro 24 carati e incastonata nel cristallo, sostituì il precedente Grand Prix diventando il premio più ambito del cinema mondiale. Pochi anni dopo, nel 1959, l'istituzione del Marché du Film completò la trasformazione della kermesse, rendendola il principale hub commerciale e di scambio per distributori e produttori globali.
Negli anni '60 e '70, il Festival seppe rinnovarsi per dare voce al cinema indipendente e alla critica d'avanguardia. Nel 1962 nacque la Settimana della Critica per valorizzare le opere prime, seguita nel 1969 dalla Quinzaine des Réalisateurs, nata per accogliere film fuori dai circuiti commerciali.
Sotto la lunga direzione di Gilles Jacob il festival acquisì la sua fisionomia moderna, introducendo il premio Camera d’Or e la prestigiosa sezione Un Certain Regard. Anche l'iconico red carpet, oggi pilastro del fascino della Croisette, divenne un obbligo cerimoniale solo a partire dal 1987, consolidando definitivamente il legame tra alta moda e grande schermo.

Con l'arrivo del nuovo millennio e la guida di Thierry Frémaux, Delegato Generale dal 2007, Cannes ha iniziato a concentrarsi maggiormente sulle innovazioni digitali e tecnologiche. Il festival ha dimostrato una resilienza straordinaria, affrontando sfide epocali come la pausa forzata del 2020 dovuta alla pandemia globale.
Recentemente, la kermesse ha ribadito il suo ruolo di baluardo della libertà e della diplomazia culturale, prendendo posizioni nette nei confronti di conflitti internazionali, come dimostrato dall'esclusione della stampa russa nel 2022. Oggi il Festival di Cannes continua a essere il luogo dove i sogni si trasformano in realtà, mantenendo intatta quella magia nata oltre ottant'anni fa tra i limoneti della Costa Azzurra e l'ambizione di un cinema senza confini.
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