Sede UNESCO
La sede dell'UNESCO, Parigi - foto di Bumble Dee su Shutterstock

I 25 nuovi siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Dai teatri italiani alle spiagge dello sbarco in Normandia, passando per parchi naturali e antichi siti sacri
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
9 Agosto 2026

Oltre al Monte Olimpo, l'UNESCO negli scorsi giorni ha aggiunto alla Lista del Patrimonio dell'Umanità diversi nuovi siti. Fra i 25 nuovi ingressi, di cui 19 culturali, 5 naturali e uno misto, ne figura anche uno italiano, sito che comprende i teatri dell'Italia centrale. L'organizzazione dell'ONU li ha nominati nel corso della 48esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale svolta a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026. In tutto, sono ora ben 1.273 i siti nella Lista, distribuiti in 173 Paesi.

Il nuovo sito italiano iscritto nella Lista

Teatro Giovanni Battista Pergolesi, Jesi - siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO
Teatro Giovanni Battista Pergolesi, Jesi - orso bianco/Shutterstock

"Il Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo" è la nostra new entry di quest'anno. Si tratta del 62esimo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO, un sito seriale che comprende 10 teatri dislocati in tre regioni diverse: Marche, Emilia Romagna e Umbria.

  • Teatro Angelo Mariani (Sant’Agata Feltria);
  • Teatro Gentile da Fabriano (Fabriano);
  • Teatro Giovanni Battista Pergolesi (Jesi);
  • Teatro Ventidio Basso (Ascoli Piceno);
  • Teatro Serpente Aureo (Offida);
  • Teatro dell’Aquila (Fermo);
  • Teatro Lauro Rossi (Macerata);
  • Teatro Feronia (San Severino Marche);
  • Teatro Bramante (Urbania);
  • Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (Spoleto)

Tutti e 10 sono ancora oggi in uso, teatri con palchi a più livelli e auditorium progettati per garantire qualità acustica, visibilità e supporto a macchinari scenici ottimali. Sono riconosciuti come rappresentazione del fermento sperimentale caratteristico dell'architettura teatrale nel centro Italia fra il 18esimo e il 19esimo secolo.

“Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’UNESCO di iscrivere i teatri condominiali dell’Italia centrale nella Lista del Patrimonio mondiale”. Il commento del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

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Dalla Normandia all'Asia: gli altri nuovi siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Phra Mahathat, Thailandia - siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO
Phra Mahathat, Thailandia - lovelypeace/Shutterstock

Nel corso dell'ultima sessione, il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO ha poi nominato vari altri siti. Fra quelli europei, le opere moderne dell'architetto Alvar Aalto in Finlandia, il centro di Gdynia, in Polonia, le scogliere di Hanklit e Knudeklint nella regione del Limfjord occidentale, in Danimarca, il complesso residenziale Waldsiedlung Zehlendorf a Berlino e due siti francesi: le spiagge dello sbarco in Normandia e le fortezze reali della Linguadoca.

Entrano poi nella Lista il castello di Alamūt e le sei fortificazioni associate, in Iran, l'architettura modernista della città di Tashkent, in Uzbekistan. C'è anche l'antico sito buddhista di Sarnath, in India, luogo dove si narra che il Buddha tenne il suo primo sermone nel VI secolo a.C..

E ancora, il villaggio di Sidi Bou Saïd, in Tunisia, le piazze e i teatri di Manaus, in Brasile, i siti della porcellana di Jingdezhen, in Cina, il sito archeologico di Sebastia, in Palestina, e il sistema di moschee rupestri e siti sacri della penisola di Mangystau, in Kazakistan.

Anche il Giappone porta le due antiche capitali di Asuka e Fujiwara nella Lista, così come la Mongolia i siti funerari degli Xiongnu. Da segnalare anche le sei roças di São Tomé e Príncipe, il Garamba National Park della Repubblica Democratica del Congo e il sito migratorio di Boma-Badingilo del Sud Sudan.

Chiudono la selezione di nuovi siti iscritti il monastero Phra Mahathat, in Thailandia, la riserva marina di Aqaba, in Giordania, la riserva naturale nazionale della palude di Okefenokee statunitense, il Wadi Wurayah degli Emirati Arabi Uniti e gli ecosistemi di piane di marea Getbol della Repubblica di Corea.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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