Le mete più fiabesche d'Europa, premiate anche due italiane
Fra le mete da favola, sia destinazioni celebri sia chicche più particolari e meno note. Eccole tutte e 17

Che la cena in Europa venga servita a orari differenti è ben noto. Ed è anche comprensibile, considerando le storiche differenze culturali che ci distinguono, specie fra Paesi del nord e del sud. Tendenzialmente, più ci spostiamo verso nord e più l'ora di cena viene anticipata. Potrebbe tuttavia sorprendere il notevole scarto. Qualche numero? Si va dalle 17:17 di media della Finlandia alle 20:54 della Spagna. Grosse differenze anche per quanto riguarda il tempo dedicato ai pasti, che in Italia è praticamente triplo rispetto ad alcuni Paesi.

Sono le 17:17. In Italia è appena l'ora del tè, di un caffè, di una merenda o, in alcuni casi dell'aperitivo, ma in Finlandia già si cena. Meno di un'ora dopo nei Paesi Bassi, intorno alle 18:08, alle 19:02 in Polonia, alle 19:59 in Portogallo. La cena in Europa più tardiva (per la media mondiale: ore 18:44)? In Spagna, alle 20:54.
È quanto emerge da un'indagine (Cooking & Eating Report 2026) condotta da Ikea e YouGov, che hanno intervistato 31.339 persone in 31 Paesi riguardo a diverse abitudini alimentari. Fra queste, anche il fatto che il luogo prediletto dove cenare non è più il tavolo: lo è ancora per il 44%, ma in molti preferiscono delle alternative, come cenare sul divano (circa una persona su cinque).
Altrettanto interessante la variabilità della durata dei pasti. Se in Italia dedichiamo alla cena in media 32 minuti (secondo il Rapporto CAMST-CENSIS 2025), rispetto ai 27 minuti di media europea, ci sono Paesi che impiegano tra dieci e diciannove minuti. In Polonia e in Francia bastano 22 minuti, nei Paesi Bassi 27, in Danimarca 28, mentre il Portogallo si attesta sui 32 minuti, come noi.
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La variabilità degli orari di cena da un Paese a un altro è in parte legata a diversi fattori sia geografici che culturali. C'entrano cioè sia elementi esterni come la luce e la temperatura, sia tradizioni che ancora oggi influenzano le abitudini alimentari delle persone.
Soprattutto un tempo, gli aristocratici e le classi dirigenti erano soliti posticipare i pasti principali. Fare tardi la sera e svegliarsi tardi al mattino non era invece possibile per le classi meno abbienti che lavoravano fin dalle prime ore della giornata. Ed è una tendenza che possiamo riscontrare ancora oggi.
Anche la cena in Europa più tardiva, quella degli spagnoli, ha una spiegazione storica. Nel 1940 il dittatore Francisco Franco spostò gli orologi un'ora avanti per allinearsi simbolicamente ai suoi alleati (Italia e Germania), cambiamento che persiste ancora oggi. Questo nonostante la Spagna si trovi sullo stesso asse di Irlanda, Regno Unito e Portogallo. Pertanto, sebbene l'orologio segni le 21, biologicamente parlando il corpo è più vicino alle 20, perfino alle 19 nelle zone più occidentali del Paese.
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Per saperne di più, soprattutto sulle implicazioni storiche e culturali del perché la cena in Europa venga servita a orari così differenti, consigliamo la lettura del libro A che ora si mangia? Approssimazioni storico-linguistiche all’orario dei pasti (secoli XVIII-XXI) dello storico Alessandro Barbero.
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