Arrosticini che sfrigolano sulla brace, cannoli riempiti davanti agli occhi, una pinsa appena uscita dal forno e una bionda spillata alla spina, senza dover chiedere per l’ennesima volta al banco che cosa ci sia dentro: il festival senza glutine a Roma ha aperto giovedì 5 novembre, alla Città dell’Altra Economia di Testaccio e lo sarà fino a domenica 8 novembre. È la tappa capitolina – in città la si trova anche come Roma Senza Glutine – di un tour che si presenta come il primo festival itinerante italiano dedicato al cibo interamente gluten free, e porta negli spazi dell’ex Mattatoio food truck da mezza Italia, un market di produttori, un palco di incontri e showcooking. Soprattutto, offre a chi è celiaco qualcosa di raro: sedersi a mangiare con amici e parenti senza fare la guardia al proprio piatto. Ecco quando andarci, che cosa si trova e quale appuntamento segnare in agenda.
Festival senza glutine a Roma: date, orari e ingresso
L’indirizzo è Largo Dino Frisullo 1, dentro il complesso dell’ex Mattatoio progettato da Gioacchino Ersoch alla fine dell’Ottocento: lo stesso quartiere che, per decenni, ha fatto del quinto quarto una bandiera gastronomica e che oggi, con una certa ironia della storia, ospita quattro giorni di cucina pensata per chi deve stare lontano da una sola, onnipresente sostanza. Le porte si aprono giovedì dalle 17 alle 23, mentre venerdì, sabato e domenica gli orari si sdoppiano: dalle 11 alle 15 per il pranzo e dalle 17 alle 23 per la cena e il dopocena. Tra le 15 e le 17, dunque, il festival chiude. Meglio tenerlo a mente prima di attraversare la città a metà pomeriggio.
L’ingresso è libero e gratuito e non serve prenotare; si pagano soltanto ciò che si mangia e ciò che si acquista agli stand. Chi ha bambini al seguito, o semplicemente preferisce la luce del giorno, troverà nella fascia del pranzo del weekend l’occasione più comoda; chi invece punta al palco del sabato farà bene a organizzare la serata attorno alle 18.
Dall’Abruzzo all’Oriente, senza cambiare quartiere

Il cuore del festival sono i food truck, ed è qui che il giro d’Italia – anzi, del mondo – si compie senza lasciare Testaccio. Si va dagli hamburger e dagli smash burger agli arrosticini abruzzesi, dai fritti ascolani agli arancini e ai cannoli siciliani, passando per la pinsa romana, i rösti di patate di tradizione tirolese e la polenta farcita. Chi cerca sapori più lontani trova ravioli e involtini orientali e la cucina greca; chi resta sul classico da fiera, hot dog e patatine. Non mancano le proposte vegetariane e vegane, e a chiudere il cerchio c’è la birra senza glutine alla spina (uno di quei piccoli piaceri che, fuori casa, un celiaco non dà mai per scontati).
Che cosa garantisce la rete AFC
La parola chiave, per chi ha una diagnosi di celiachia, è AFC. I food truck presenti aderiscono infatti alla rete Alimentazione Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia, il programma con cui l’associazione seleziona e segue i locali che servono pasti senza glutine. Non si tratta di un’etichetta generica: per entrare nel network il personale frequenta un corso obbligatorio sulla gestione delle materie prime e del rischio di contaminazione, l’esercizio sottoscrive un protocollo d’intesa con regole precise e AIC ne verifica poi il rispetto con monitoraggi periodici. È lo stesso circuito – circa 4.000 strutture in Italia, secondo i dati diffusi dall’associazione – che molti celiaci consultano già per scegliere ristoranti e pizzerie. Il buon senso, va da sé, resta valido anche qui: in caso di dubbi su un ingrediente, chiedere al banco non è mai una domanda di troppo.
Il market, il palco e la pasta di Andrea Palmieri

Attorno ai camioncini il festival si allarga in più direzioni. C’è il market, con produttori, aziende e artigiani del settore senza glutine, utile per fare scorta o scoprire marchi che al supermercato sotto casa non arrivano; c’è un’area dedicata alle associazioni del territorio; e c’è il palco, che alterna incontri, showcooking e momenti di intrattenimento.
L’appuntamento da segnare è uno. Sabato 7 novembre alle 18 lo chef Andrea Palmieri porta in scena la pasta fresca senza glutine, ossia la prova più severa per chi cucina senza frumento: tolta la maglia proteica che tiene insieme la sfoglia, impasto, spessore e cottura diventano una questione di tecnica pura (e di pazienza). Vederlo fare dal vivo vale, da solo, la trasferta serale a Testaccio.
Dopo Roma, verso Sud e poi a Nord
Chi non riesce a passare entro domenica non ha perso del tutto il treno, perché il festival gluten free riparte subito. La tappa successiva è Napoli, in piazza Dante, dal 12 al 15 novembre; poi si scende a Matera, in piazza San Pio X, dal 19 al 22 novembre, per chiudere a Formigine, in provincia di Modena, in piazza Italia, dal 5 all’8 dicembre. Date e aggiornamenti sono raccolti sul sito ufficiale del festival.
E per chi, chiuso il weekend, vuole continuare a mangiare senza glutine nella Capitale, la nostra guida su dove mangiare gluten free a Roma raccoglie gli indirizzi da tenere a portata di mano tutto l’anno. Al festival, intanto, basta ricordarsi della pausa delle tre (e arrivare affamati).
Scritto da Morgana Fois
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