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Una bottega con formaggi e salumi tipici in vendita. Shutterstock by Mark Green

Presidi Slow Food Lazio: quali sono e dove trovarli

Dai formaggi ai legumi fino ai salumi e alla frutta: scopri le 15 eccellenze enogastronomiche di questa regione
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
26 Ottobre 2026

Quali sono i presidi Slow Food Lazio? Prima di addentrarci in questo viaggio tra le eccellenze enogastronomiche del Lazio, occorre però spiegare di cosa stiamo parlando. I presidi Slow Food fanno parte di un progetto che tutela antiche tradizioni gastronomiche a rischio di scomparsa. Agiscono in una duplice maniera. Per prima cosa sostengono i produttori garantendo loro anche un giusto compenso, poi attraverso un rigoroso disciplinare tutelano la storia e le caratteristiche del prodotto. Così facendo, in questi anni è stato possibile salvare razze animali autoctone, tecniche di lavorazione tramandate da generazioni e antiche varietà di ortaggi e frutta.

Insomma, in questo modo sono sopravvissuti formaggi, legumi e dolci che però in pochi conoscono. Ecco allora l'elenco dei 15 presidi Slow Food Lazio, perché la cucina in questa regione non è solo quella romana, ma ci sono secolari tradizioni nella Tuscia, nella Sabina, nella Ciociaria, nell’Agro Pontino e naturalmente nei Castelli Romani, che meritano di essere conosciute e assaporate.

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Elenco e caratteristiche dei presidi Slow Food Lazio

Come detto il Lazio può vantare ben 15 presidi, dimostrando quanto la biodiversità alimentare sia legata a questo territorio così vario. Qui infatti si va dai monti alla campagna fino anche al mare. Il nostro consiglio è quello di assaggiare - e magari acquistare - queste eccellenze direttamente nei luoghi dove vengono prodotte, un modo anche per scoprire - o riscoprire - borghi e paesi della regione. Ecco allora quali sono i 15 presidi Slow Food Lazio, con la descrizione delle loro caratteristiche e di dove si trovano.

Aglio rosso di Proceno

Si coltiva a Proceno, in provincia di Viterbo e più precisamente nell’Alta Tuscia. Ha un sapore intenso e dolce, molto particolare. Inoltre ha un gambo di lunghezza medio-lunga che permette di intrecciarlo in trecce tradizionali.

Cacio di Genazzano

È un pecorino storico dell’area metropolitana di Roma. Si produce nei comuni di Cave e di Genazzano, tra i Monti Prenestini e la Valle del Sacco. La sua prima citazione scritta risale addirittura al '600. Oggi invece lo producono solo due aziende.

Caciofiore della campagna romana

Campagna romana vicino Tivoli
Campagna romana vicino Tivoli. Shutterstock by Giongi

Questo presidio Sloow Food Lazio è un formaggio di latte di pecora. Si ottiene con un caglio vegetale ricavato dal fiore del carciofo o del cardo selvatico. È tipico della campagna romana.

Chiacchietegli di Priverno

Si tratta di un broccoletto dalle infiorescenze viola e dal sapore delicato. Si coltiva da sempre a Priverno, in provincia di Latina. Fiorisce tra dicembre e gennaio: durante questo periodo colora tutti i campi di un viola intenso.

Fagiolina di Arsoli

È un piccolo fagiolo tipico di Arsoli, nella Valle dell’Aniene vicino Roma. Fa parte della cucina contadina dei Monti Simbruini.

Presidi Slow Food Lazio: Fagiolone di Vallepietra

Questo grande fagiolo cresce a Vallepietra, un paese ai piedi dei Monti Simbruini nella città metropolitana di Roma. Insieme alla fagiolina di Arsoli è una delle eccellenze di questa zona montuosa alle porte della Capitale.

Giglietto di Palestrina e Castel San Pietro Romano

Il giglietto è un dolce a forma di giglio: da qui il suo nome. La ricetta arrivò a Palestrina con la famiglia Barberini che la importò dalla corte francese di Luigi XIV. Oggi si prepara a Palestrina e a Castel San Pietro Romano.

Giuncata dei Monti Reatini

È un formaggio freschissimo e delicato. Si ottiene da latte di vacca, pecora o capra, spesso mescolati. Si produce sulle montagne della provincia di Rieti, più precisamente nella zona al confine con Umbria e Abruzzo. Un tempo era la colazione dei pastori, ora invece uno dei presidi Slow Food Lazio.

Lenticchia di Rascino

Questa lenticchia cresce sull’altopiano di Rascino, in provincia di Rieti e a quasi mille metri di quota. È una lenticchia piccola e legata alla cucina tradizionale dell’Appennino laziale.

Presidi Slow Food Lazio: marzolina

La marzolina è un formaggio di capra dal carattere deciso. Nasce in Ciociaria e racconta la cultura pastorale di quel territorio. In zona si trova fresco o stagionato, inoltre ogni agosto la sagra di Esperia la celebra insieme alle olive.

Mosciarella delle casette di Capranica Prenestina

Non è una varietà di castagna, ma il nome della castagna essiccata nelle tradizionali casette nei boschi. Si produce a Capranica Prenestina e a San Vito Romano, sopra i 900 metri di altitudine.

Razza bovina maremmana

Razza bovina maremmana
Razza bovina maremmana. Shutterstock by angie57

È un’antica razza bovina rustica allevata nelle zone della Maremma. Si adatta bene al pascolo brado e ai terreni difficili, un'autentica icona di questa zona.

Presidi Slow Food Lazio: Susianella di Viterbo

La susianella è un insaccato tradizionale tipico della città di Viterbo. La sua ricetta è molto antica e in città si può trovare tutto l’anno.

Tellina del litorale romano

La tellina del litorale romano vive lungo la costa che va da Passoscuro ad Anzio, famosa fin dall’epoca romana per la sabbia fine. È un mollusco dolce e delicato, simbolo della cucina locale del litorale.

Uva Pizzutello di Tivoli

È un’uva da tavola dagli acini lunghi e sottili. Si coltiva a Tivoli e nella Valle dell’Aniene. Oggi se ne ricavano anche succo e confettura.

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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