Dove andare ad Agosto in Molise, 3 posti da non perdere
Dal mare alla montagna, tre posti magici per una vacanza unica in Molise

Era l'estate del 1566 quando le galee turche di Piyale Pascià comparvero davanti al promontorio di Termoli. Il saccheggio fu violento: case incendiate, la cattedrale danneggiata, gli archivi cittadini perduti per sempre, tanto che ancora oggi gli storici devono ricostruire le origini della città affidandosi agli scavi più che ai documenti. Quel promontorio, però, è ancora lì, chiuso tra le mura e il mare, con le sue case color pastello, i balconi fioriti e una manciata di vicoli così stretti da costringere a passare di lato. È il Borgo Vecchio di Termoli, in Molise, il cuore antico della seconda città della regione, che il circuito dei Borghi più belli d'Italia ha accolto con il titolo di Borgo Ospite. Un piccolo mondo a sé, raccolto in poche centinaia di metri, da girare senza fretta. Ecco cosa vedere.

Si entra dal Castello Svevo, che da secoli fa da sentinella all'ingresso del borgo. Il nucleo è di origine normanna, ma fu Federico II a farlo ristrutturare nel 1247, dopo che la flotta veneziana ne aveva distrutto le difese: ne nacque una fortezza in pietra calcarea, con una torre centrale su base quadrata e torrette cilindriche agli angoli, parte di un sistema di difesa che vegliava sulla costa adriatica meridionale. Nel Settecento le sue sale inferiori diventarono un carcere borbonico; oggi ospitano mostre, concerti e matrimoni civili. Le mura, che i Longobardi avevano già dotato di un torrione e di otto torrette merlate, hanno contenuto la città fino al 1847, quando Ferdinando II di Borbone autorizzò finalmente a costruire anche al di fuori. Da quel momento Termoli ha cominciato a crescere. Il borgo, invece, è rimasto com'era.
Nel punto più alto del promontorio, là dove sono stati trovati perfino reperti dell'età del bronzo, sorge la Cattedrale di Santa Maria della Purificazione. Fu cominciata alla fine del XII secolo, anche grazie al denaro di alcuni mercanti di Ravello – segno di quanto lontano arrivassero, già allora, i commerci della costa –, e ha una facciata romanica alta 22 metri, con sette arcate e un rosone. Nel Settecento venne rivestita di stucchi barocchi, poi rimossi negli anni Trenta del Novecento, quando sotto il pavimento riaffiorarono antichi mosaici. La storia più curiosa, però, è quella dei suoi patroni. Le ossa di San Basso furono ritrovate nella cripta nel 1761; quelle di San Timoteo, il discepolo di San Paolo, solo nel 1945, durante alcuni lavori di restauro. Entrambe le reliquie sono custodite all'interno.
Trentaquattro centimetri. Tanto misura, nel punto più stretto, il vicolo Rejecelle, considerato il più stretto d'Italia (il primato, a dire il vero, è conteso con Ripatransone, nelle Marche). Nel tratto più largo si arriva a 41 centimetri: abbastanza per passare – uno alla volta e, possibilmente, senza zaino. Non è l'unico passaggio da cercare tra le case del borgo. Poco distante c'è il Mazzemarille, uno stretto cunicolo che, stando alla credenza popolare, di notte sarebbe abitato dai folletti. Durante la settimana di San Valentino, poi, il borgo si trasforma nel "borgo degli innamorati", con visite guidate a tema e lucchetti appesi in piazza Bisceglie.
C'è anche un borgo che non si vede. Da piazza Duomo parte il percorso di Termoli Sotterranea, che scende a circa cinque metri di profondità sotto il Palazzo Vescovile e la cattedrale, tra gli scavi archeologici e una necropoli del X secolo. Le prime tracce di vita sul promontorio, del resto, sono molto più antiche della città medievale: secondo la tradizione, nel 412, per sfuggire ai Goti, gli abitanti dell'entroterra si rifugiarono proprio qui, dando vita a un nuovo insediamento.

Il Borgo Vecchio di Termoli dà il meglio di sé in estate; in Molise il 3 e il 4 agosto si festeggia San Basso, patrono della città: la statua del santo viene caricata su un peschereccio, estratto a sorte e addobbato a festa, e portata in processione sul mare, tra la spiaggia di Rio Vivo e quella di Sant'Antonio, seguita da decine di barche. Pochi giorni dopo, a Ferragosto, va in scena l'Incendio del Castello, la rievocazione in costume dello sbarco turco del 1566, chiusa da uno spettacolo pirotecnico che sembra appiccare il fuoco alla fortezza. Un modo spettacolare, e decisamente più allegro, di ricordare quella notte.
Fuori dal Borgo Vecchio, dal comune di Termoli il lungomare porta verso la Passeggiata dei Trabucchi, dove le antiche macchine da pesca su palafitta si allungano sull'acqua come grandi ragni di legno; e dal porto partono i traghetti dal Molise per le Isole Tremiti, che pur appartenendo alla Puglia hanno in Termoli la loro porta d'ingresso più comoda. Chi ha qualche giorno in più può allungare il viaggio verso l'interno, alla scoperta di altri posti da non perdere in Molise.
Dal saccheggio di quattro secoli e mezzo fa sono rimasti le mura, il castello e i vicoli. I turchi, ogni Ferragosto, tornano solo per i fuochi d'artificio.
Scritto da Morgana Fois
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