Wellness tra i vulcani: terme naturali in luoghi selvaggi
Dall’Islanda al Cile, un viaggio tra sorgenti geotermiche e paesaggi vulcanici per vivere il benessere a contatto con la natura

Di terme libere raggiungibili in treno ce n'è una davvero imperdibile: il Bullicame, gratuito e a due chilometri e mezzo dal centro di Viterbo, città con due stazioni. Le altre località famose si trovano dove il treno non arriva, mentre la più comoda fra quelle che sono effettivamente vicine a una ferrovia ha nel frattempo messo un biglietto all'ingresso - e quindi gratis non è.
Una distinzione, questa, che non tutti gli elenchi d'autunno che si trovano sui vari giornali e riviste fanno sempre: ovvero che le località termali servite da una stazione (segnalate ancbe della guida di Trenitalia), sono stabilimenti ai quali si accede con biglietto, mentre le vasche libere si trovano generalmente fuori dai centri abitati e quasi sempre fuori dalla portata di un treno. La scheda del Bullicame sul portale Italia.it dell'ENIT descrive però un parco ad accesso gratuito con due vasche all'aperto e acqua che risale a 58 gradi. Ai Bagni della Ficoncella, sulla collina sopra Civitavecchia, la pagina del Comune aggiornata l'8 ottobre 2026 fissa sei euro per mezza giornata ai non residenti e due ai residenti, con apertura continuata dalle 8 alle 20. E alle Cascate del Mulino di Saturnia, dove si entra gratis, la piattaforma di prenotazione annunciata dal Comune di Manciano nell'aprile 2021 è stata accantonata un mese dopo: il nodo, lì, non è l'ingresso, ma arrivarci.

Il Bullicame è la sorgente che Dante cita nell'Inferno, e in effetti nel cratere da cui sgorga l'acqua c'è una stele con i suoi versi. La scheda dell'ENIT parla di due vasche all'aperto: la prima piccola e ovale, all'ombra di un albero, alimentata direttamente dalla sorgente; la seconda più grande e allungata, con acqua adatta a bagni brevi. Attorno c'è un parco con un piccolo giardino botanico e uno stagno; l'uso termale risale agli Etruschi e la Via Francigena passava da qui.
Quei due chilometri e mezzo dal centro sono la ragione per cui l'elenco delle terme libere raggiungibili in treno comincia da Viterbo: la città ha due stazioni sulla linea per Roma, Porta Fiorentina e Porta Romana, che lasciano i passeggeri a circa due chilometri e mezzo dal centro termale. Nello specifico, scendendo a Porta Romana, è possibile raggiungere in circa 8 minuti a piedi la vicina fermata di Porta della Verità, punto di stop per diversi diversi bus regionali Cotral diretti verso Tuscania, Tarquinia o l'Aeroporto. Queste linee fermano proprio sulla strada nei pressi del Bullicame (fermata Bullicame o Aeroporto), per un tragitto che in questo caso dura appena 8-11 minuti.
Insomma, chi arriva qui senza auto e vuole costruirci una giornata intera trova un po' la stessa logica per altri spunti sui borghi che si raggiungono solo in treno.

Sopra Civitavecchia, su una collina di roccia calcarea, cinque vasche naturali raccolgono acqua sulfurea che la pagina del Comune indica fra i 30 e i 56 gradi - in un altro punto della stessa pagina si legge «fino a 60», e la differenza non è spiegata. I Bagni della Ficoncella sono aperti tutto l'anno, tutti i giorni dalle 8 alle 20, e dal 14 settembre 2026 vale l'orario continuato che ha sostituito la vecchia pausa pomeridiana.
Gratuite, però, non sono: la tariffa è di 2 euro per mezza giornata e 3 per l'intera per i residenti, 6 euro per mezza giornata e 10 per l'intera per tutti gli altri, con ingresso libero sotto i sei anni e per le persone con disabilità negli orari diurni. Il parcheggio si paga a parte. I biglietti si comprano solo sul posto, lo scontrino va conservato ed esibito all'uscita, le vasche vanno lasciate mezz'ora prima della chiusura e i cani restano nell'area parcheggio, al guinzaglio e con la museruola. L'accesso è regolato da due documenti allegati alla pagina, un documento sulla gestione dei rischi e un regolamento sulla sicurezza degli utenti nell'edizione 2026. È questa, e non Saturnia, la vasca che smentisce l'etichetta: «libera» non vuol dire «gratuita».
Resta il dettaglio che pesa per chi viaggia in treno: la pagina colloca l'area a quattro chilometri dalla città, elenca due itinerari in automobile - da Roma e da Grosseto - e non cita un solo mezzo pubblico. Civitavecchia ha una stazione importante sulla linea tirrenica, ma l'ultimo pezzo resta un problema da risolvere a terra, con un bus urbano o un taxi.

Alle Cascate del Mulino di Saturnia non si paga e non si prenota: ci si arriva, soltanto, su gomma. Nell'aprile del 2021 il Comune di Manciano aveva annunciato una piattaforma per distribuire gli arrivi su fasce orarie, con un indicatore di affollamento a colori e un servizio di steward a coordinare gli accessi; «l'area è e rimarrà per sempre pubblica», disse allora il sindaco Mirco Morini, spiegando che l'accesso andava comunque regolato per tutelare il posto. Il 20 maggio dello stesso anno, dopo un incontro con le imprese ricettive e i consorzi turistici, la stessa amministrazione accantonò il progetto, e da allora non è stato ripreso: nel maggio 2026 Money.it torna a descrivere le vasche come aperte ventiquattro ore su ventiquattro e del tutto gratuite, con un parcheggio incustodito a fianco. La stazione più vicina è Albinia, sulla tirrenica, e da lì la strada è tutta su gomma: qui il conto delle terme libere raggiungibili in treno si ferma al binario, e il resto è un trasferimento da organizzare.
Al Fosso Bianco di Bagni San Filippo, dove c'è la concrezione calcarea che tutti chiamano Balena Bianca, il biglietto c'è stato, ma è storia vecchia. Nell'estate del 2023 la cooperativa di comunità La Campigliese sperimentò un ingresso a pagamento di importo minimo, limitato al Fosso e alla Balena Bianca; La Nazione, il 4 agosto 2024, ne scriveva già come dell'esperienza dell'anno precedente, sostituita dall'assunzione di un ausiliario del traffico per tre mesi a gestire flussi e sosta. Money.it, nel maggio 2026, descrive di nuovo le pozze come libere, con il solo parcheggio a pagamento. Chi arriva oggi, insomma, non paga per entrare: paga per fermarsi.
Il terzo caso è il più istruttivo, e spiega perché un elenco di terme libere raggiungibili in treno invecchia in fretta. A San Casciano dei Bagni il Comune ha reso l'area archeologico-naturalistica del Bagno Grande accessibile soltanto ai pedoni, e nel gennaio 2025 l'Unione dei Comuni Valdichiana Senese ha annunciato la chiusura temporanea delle vasche a partire dalla settimana del 13 gennaio, per sei settimane salvo imprevisti: lavori di consolidamento della vasca sacra, della sorgente e delle canalizzazioni, finanziati dal Ministero della Cultura ed eseguiti dalla Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo. Una vasca gratuita può sparire per una stagione intera per ragioni che non hanno niente a che fare con il turismo.

Chi cerca terme libere raggiungibili in treno ha due pagine da aprire, e non sono quelle degli elenchi. La prima è il sito del Comune: è lì che stanno le ordinanze, i regolamenti e le tariffe, e il caso della Ficoncella mostra quanto cambino, perché il regolamento sulla sicurezza è già alla sua edizione 2026. La seconda è la pagina dell'ente che gestisce l'area, quando esiste: a San Casciano è il comunicato sui lavori, a Manciano la sezione delle notizie del Comune, dove la piattaforma di prenotazione è comparsa e poi sparita in cinque settimane.
Poi c'è l'ultimo chilometro, che nessuna delle pagine istituzionali consultate per questo articolo si prende la briga di spiegare. Delle cinque aree passate una per una sulle fonti ufficiali, una sola è gratuita e a distanza di cammino da una stazione, una ha un biglietto, due sono gratuite ma lontane da qualsiasi stazione utile e una ha chiuso le vasche per un cantiere archeologico. È un conto nostro, non una statistica pubblicata da qualcuno.
Il Bullicame di Viterbo: la scheda dell'ENIT lo colloca a circa due chilometri e mezzo dal centro, e la città ha due stazioni sulla linea per Roma. I Bagni della Ficoncella sono i secondi più vicini, a quattro chilometri da Civitavecchia secondo la pagina del Comune, ma l'ingresso è a pagamento e l'ultimo tratto va coperto su gomma.
Sì. La pagina del Comune di Civitavecchia indica tariffe valide tutto l'anno: 2 euro per mezza giornata e 3 per l'intera giornata ai residenti, 6 e 10 euro ai non residenti, più il parcheggio. L'orario invernale, in vigore dal 14 settembre 2026, prevede apertura continuata tutti i giorni dalle 8 alle 20.
No. L'ingresso è gratuito e non è previsto alcun sistema di prenotazione: la piattaforma a fasce orarie annunciata dal Comune di Manciano nell'aprile 2021 fu accantonata il mese successivo e non è più stata riproposta. Prima di partire conviene comunque controllare le notizie del Comune, perché il nodo vero resta la gestione degli arrivi in automobile.
Resta il fatto che una vasca calda all'aperto, a ottobre, è una delle poche cose che migliorano con il brutto tempo: vapore, foglie bagnate e nessuno in giro. Quella stessa idea di immersione nella natura, da fare a piedi e senza biglietto, passa anche per il forest bathing, e a un'ora da Roma ci sono i luoghi vicino a Roma che si raggiungono in treno e si visitano a piedi. Ma sulle terme la regola d'autunno è una sola: le terme libere raggiungibili in treno sono poche, e prima di partire conviene leggere la pagina del Comune, non l'elenco.
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Scritto da Morgana Fois