Le sagre in Sardegna a settembre 2026 da non perdere
La selezione di appuntamenti enogastronomici in calendario di fine estate (e oltre)

Autunno in Barbagia a ottobre 2026 concentra la parte più fitta del circuito: quattordici tappe su trentatré in cinque fine settimana consecutivi, dal primo del 3 e 4 ottobre, con il vino del Mandrolisai a Sorgono, all'ultimo del 31 ottobre e 1° novembre a Desulo, e chi prova a raggiungerle senza auto scopre subito un dettaglio che nessun programma mette in evidenza.
A organizzare la manifestazione è Aspen, azienda speciale che fa capo alla Camera di commercio di Nuoro, che l'ha aperta il 5 settembre a Bitti e la chiuderà il 13 dicembre fra Ortueri, Orune e Seulo. L'Unione Sarda, a fine luglio, ha contato trentatré paesi distribuiti su trentadue comuni e un obiettivo dichiarato di oltre cinquecentomila visitatori; la scheda della Regione Sardegna, che pure pubblica lo stesso elenco, parla invece di trentuno comuni. Sulla prima tappa di ottobre, intanto, i conti sono già fatti: a Sorgono le cortes restano aperte dalle 9 alle 20 e il Comune ha stanziato ventiquattromila euro.

Settembre ha sette tappe, novembre otto, dicembre quattro. Ottobre da solo ne conta quattordici: più del doppio di qualunque altro mese del circuito, e quasi la metà dell'intera edizione. È anche l'unico mese in cui capita tre volte di trovare tre o quattro paesi aperti nello stesso fine settimana, cioè l'unico in cui una gita di due giorni può ragionevolmente valerne due o tre.
La formula resta quella che dà il nome alle cortes apertas: cortili privati, cantine, forni e botteghe che per due giorni diventano spazi pubblici, con i produttori dietro i banchi invece che dietro un gazebo. Il claim scelto quest'anno da Aspen è «il gusto antico dell'ospitalità», e in calendario compare anche un punto informativo dedicato alla candidatura di Sos Enattos a ospitare l'Einstein Telescope. Chi ha seguito il calendario dell'edizione 2025 ritroverà l'impianto quasi immutato: cambiano l'ordine dei paesi e qualche presenza.
Il primo fine settimana è anche il più ricco. A Sorgono l'organizzazione è affidata al centro commerciale naturale del paese: cortes aperte dalle 9 alle 20 in entrambe le giornate, punto informazioni in piazza della Vittoria e una navetta per il sito archeologico di Biru 'e Concas. In programma anche il palio delle botti, la vestizione dell'abito tradizionale sorgonese e «sa innenna», la rievocazione della vendemmia curata dagli studenti dell'istituto agrario, con il carro a buoi. Orotelli, Meana Sardo e Lula pubblicano i rispettivi programmi sul sito del circuito nei giorni che precedono l'apertura: sono tre paesi che in ottobre restano volutamente più defilati, e per chi cerca una cortes senza coda sono la scelta migliore del mese.
Il secondo fine settimana mette in fila due paesi identificati da un prodotto — il torrone a Tonara, il fiore sardo a Gavoi — e una tappa che non è un comune. Lollove, che il Comune di Nuoro indica come propria frazione, è un pugno di case di granito in una valle poco fuori il capoluogo, e in autunno si riempie per due giorni all'anno. Onanì completa il quartetto.
Il weekend centrale è l'unico con due sole tappe. Orgosolo è il paese dei murales, uno dei pochi nomi della Barbagia che anche il turismo estivo conosce già; Belvì sta poche curve più in basso, nel Mandrolisai. Attenzione a un dettaglio di pianificazione: Belvì e Aritzo distano pochi chilometri ma aprono in due fine settimana diversi, quindi chi vuole vederli entrambi deve mettere in conto due viaggi.
Il penultimo fine settimana tiene insieme tre paesi molto diversi fra loro. Ad Aritzo, nelle edizioni precedenti, la tappa ha coinciso con la sagra delle castagne e delle nocciole, ed è una delle date che muovono più visitatori dell'intero circuito. Ottana e Olzai completano il weekend; come per le altre tappe, i programmi dettagliati escono sul sito del circuito nelle settimane immediatamente precedenti.
Desulo chiude il mese da sola, a cavallo fra ottobre e novembre. Ognissanti quest'anno cade di domenica e non produce alcun ponte: chi vuole allungare il fine settimana deve mettere in conto un giorno di ferie il 2 novembre. È anche la tappa più alta del mese, e la prima in cui il freddo del Gennargentu entra davvero nel conto.

Sommando le tappe una per una, il circuito ne restituisce trentatré, distribuite su trentadue comuni perché Nuoro compare due volte: con il capoluogo a novembre e con Lollove a ottobre. È lo stesso conto fatto da L'Unione Sarda. La scheda della Regione Sardegna parla invece di trentuno paesi coinvolti e di ventiseiesima edizione, mentre la presentazione estiva festeggiava i venticinque anni del nome. Nessuna di queste discrepanze sposta una data, ma spiega perché due calendari apparentemente identici riportano totali diversi: conviene fidarsi dell'elenco dei paesi, non del numero riassuntivo. E conviene ricordare che dopo Autunno in Barbagia a ottobre il circuito non finisce: prosegue fino al 13 dicembre 2026, con Mamoiada dal 6 all'8 novembre e Fonni dal 6 all'8 dicembre.
Qui Autunno in Barbagia a ottobre mostra il suo limite. La porta d'ingresso naturale alla Barbagia è Nuoro, collegata a Macomer — e quindi alla rete ferroviaria principale dell'isola — dalla linea a scartamento ridotto gestita da ARST. Il servizio è previsto nei giorni feriali, e nell'orario ferroviario feriale comprende anche il sabato: chi sceglie la giornata di sabato, insomma, il treno ce l'ha. La domenica e nei festivi, invece, i treni non vengono effettuati, e al loro posto ARST mette due relazioni in autobus fra Nuoro e Macomer. Vale anche per il 1° novembre, la seconda giornata di Desulo.
Restano gli autobus. ARST pubblica un quadro orario per ogni linea extraurbana — Orgosolo, per esempio, è servita dalla 509 via Nuoro — ma i giorni di esercizio cambiano da linea a linea, quindi va controllata la singola corsa e non il principio generale. A Sorgono è previsto un servizio navetta, ma porta al sito archeologico di Biru 'e Concas: serve a muoversi dentro la tappa, non a raggiungerla. Per il resto vale la regola di sempre per l'entroterra della Sardegna: l'auto non è un lusso, è il mezzo su cui è tarato il territorio.

La manifestazione va dal 5 settembre al 13 dicembre 2026. È partita da Bitti e si chiude con Ortueri, Orune e Seulo. Ottobre è il mese centrale, con cinque fine settimana consecutivi: dal 3 e 4 ottobre al weekend di Desulo del 31 ottobre e 1° novembre.
Aprono Tonara, Gavoi, Lollove e Onanì. Lollove non è un comune ma una frazione di Nuoro, ed è la ragione per cui le tappe del circuito sono trentatré mentre i comuni coinvolti sono trentadue. Tonara e Gavoi sono legate rispettivamente al torrone e al fiore sardo.
Sì. Autunno in Barbagia a ottobre 2026 ha tre fine settimana con più di una tappa: il 3 e 4, il 10 e 11 e il 24 e 25 aprono rispettivamente quattro, quattro e tre paesi. Le distanze sono brevi, ma le strade di montagna: contano i tempi reali, non i chilometri.
No. La linea ARST fra Macomer e Nuoro è in servizio nei giorni feriali, quindi anche il sabato, mentre la domenica e nei festivi i treni non vengono effettuati: al loro posto ARST effettua due relazioni in autobus da Nuoro a Macomer. Gli orari vanno comunque verificati sul sito di ARST, perché cambiano da linea a linea.
Il resto lo decide la quota. Molte tappe di ottobre stanno in montagna, il tempo cambia in mezza giornata e le cortes si visitano a piedi, su selciati in salita. Chi arriva dal mare, magari dopo le sagre sarde di settembre, se ne accorge dal primo cortile: la differenza fra un fine settimana riuscito e uno passato al riparo di un portico la fanno le scarpe e una giacca, molto più della tappa che si è scelta. Autunno in Barbagia a ottobre, in fondo, dice dove andare; il resto lo detta il Gennargentu.
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