Controlli di sicurezza e liquidi oltre i 100 ml in aeroporto: viaggiatori in fila al varco
Al varco cambia tutto: la stessa valigia passa a Linate e viene fermata a Venezia. Shutterstock by Frame Stock Footage

Liquidi oltre 100 ml in aeroporto: dove si può davvero, scalo per scalo

Il viaggio di ritorno è il punto debole della nuova regola dei liquidi in aereo.
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
1 Ottobre 2026

Portare liquidi oltre i 100 ml in aeroporto, in Italia, dipende dal varco: in sei scali lo scanner legge il flacone dentro la borsa e lascia passare fino a due litri per contenitore, ma non in tutti i loro terminal e non in tutte le corsie.

La soglia dei due litri vale a Linate, al Terminal 1 di Malpensa, a Bologna e a Fiumicino, dove però chi vola verso gli Stati Uniti e Israele resta al flacone piccolo; a Torino soltanto nella corsia fast track, che costa nove euro; a Orio al Serio perché lo dichiara la società di gestione sulla propria pagina, pur non comparendo lo scalo nell'elenco dell'ENAC. Quell'elenco, del resto, è fermo all'estate scorsa.

Il comunicato dell'ENAC del 5 agosto 2025 conta cinque aeroporti attrezzati, mentre la pagina dello stesso ente sul trasporto di liquidi, aerosol e gel, aggiornata al 30 dicembre 2025, descrive ancora soltanto la regola dei 100 ml e nomina Lampedusa e Pantelleria come uniche eccezioni, per di più in senso restrittivo. La mappa vera, oggi, si legge sulle pagine dei singoli gestori, una per una.

Dove passano i liquidi oltre i 100 ml in aeroporto

Bagaglio a mano con flaconi di liquidi oltre i 100 ml al controllo di sicurezza in aeroporto
Dove la tecnologia nuova è in funzione i flaconi restano nella borsa: a Malpensa però vale al Terminal 1 e a Torino solo nella corsia fast track. Shutterstock by Pixel-Shot

Due litri per singolo contenitore: è questa la soglia dove la nuova tecnologia è in funzione. A Milano vale per Linate e per il Terminal 1 di Malpensa, e la pagina di SEA sulle norme bagagli è esplicita nel dire che i due litri si portano senza bisogno di separare nulla, quindi niente busta da mostrare all'operatore e niente beauty case da smontare sul nastro. A Bologna la stessa soglia vale per tutti i varchi: i liquidi oltre i 100 ml nell'aeroporto Marconi restano dentro la borsa, senza busta da esibire. A Fiumicino Aeroporti di Roma fa partire la regola dal 26 luglio 2025 e aggiunge un dettaglio che serve sapere: un contenitore più capiente di due litri sale a bordo solo se è completamente vuoto, altrimenti va in stiva.

Il segnale più concreto che a Fiumicino la cosa funziona arriva da un servizio che non esiste più. Il Liquid Pass, il pass a pagamento che Aeroporti di Roma vendeva per superare il problema dei liquidi in cabina, è stato sospeso proprio dal 26 luglio 2025, e la motivazione che si legge oggi sulla pagina del servizio è che non serve più a niente, visto che ai controlli si passa con contenitori fino a due litri.

Fiumicino, l'eccezione di chi vola negli Stati Uniti e in Israele

C'è però una categoria di passeggeri che a Fiumicino resta alla regola vecchia: chi ha un volo diretto per gli Stati Uniti o per Israele con check-in al Terminal 1. Su quei varchi la tecnologia non è ancora installata, quindi tornano il limite dei 100 ml per contenitore e la busta trasparente da un litro, da estrarre e mostrare. Chi parte per New York o per Tel Aviv, insomma, fa il bagaglio a mano come si è sempre fatto, anche se il passeggero in coda accanto a lui sta andando a Barcellona con una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo.

L'altro scalo romano non è nella partita. La pagina di Ciampino sui controlli di sicurezza non fissa alcun limite proprio e rimanda alle norme pubblicate dall'ENAC: tradotto, niente liquidi oltre i 100 ml all'aeroporto di Ciampino, dove vale la regola nazionale.

Malpensa, due terminal e due regole

Vassoi e nastro dei controlli di sicurezza in un terminal aeroportuale italiano
A Malpensa il confine tra la regola nuova e quella vecchia passa tra il Terminal 1 e il Terminal 2, e dentro il Terminal 2 tra la corsia prioritaria e quella normale. Shutterstock by Ratchat

Malpensa è il caso che manda in confusione più persone, perché il nome dell'aeroporto è uno solo e le regole sono due. Al Terminal 1 si passa con i due litri per contenitore e senza sacchetto; al Terminal 2, quello dei voli low cost, la pagina di SEA riporta ancora lo standard europeo, cioè contenitori da 100 millilitri dentro una busta di plastica trasparente, separati dal bagaglio a mano al momento del controllo. Con un'eccezione che il comunicato dell'ENAC mette nero su bianco e che la pagina del gestore non richiama: anche al Terminal 2 le nuove disposizioni valgono per chi passa dal varco prioritario, il fast track. Il terminal è scritto sulla carta d'imbarco, la corsia si sceglie all'ingresso dei controlli: conviene guardare l'uno e valutare l'altra prima di chiudere il trolley, non mentre si è già in coda.

Torino, la corsia da nove euro

A Caselle la novità c'è ma si compra. La pagina di Torino Airport sulla sicurezza aeroportuale spiega che chi passa dalla corsia fast track non deve più separare liquidi e dispositivi elettronici, perché quel varco monta un apparato radiologico con scansione tridimensionale; sulla pagina dedicata al servizio si legge che lì liquidi, aerosol e gel possono restare nel bagaglio anche in quantità superiori ai 100 ml e fino a due litri per contenitore. Il passaggio singolo costa 9 euro IVA inclusa ed è attivo dalle 4.30 alle 21. Sui bambini il listino è più articolato di come viene spesso raccontato: si entra gratis solo sotto i due anni, accompagnati da un adulto, mentre dai due anni compiuti ai dodici non compiuti lo sconto è del 50 per cento sulla tariffa intera. Chi sceglie la fila normale non porta liquidi oltre i 100 ml nell'aeroporto di Caselle e torna al flacone piccolo e al sacchetto. È il caso in cui vale la pena fare due conti prima, a partire da quanto tempo si risparmia davvero con il fast track e da quando quei nove euro si ripagano.

Orio al Serio, lo scalo che l'elenco nazionale non ha ancora recepito

Scanner di nuova generazione per il controllo dei liquidi oltre i 100 ml in aeroporto
Sono gli scanner a tomografia computerizzata a fare la differenza: leggono il bagaglio in tre dimensioni e riconoscono il contenuto dei flaconi senza aprirli. Shutterstock by Frame Stock Footage

Nell'elenco dell'ENAC dell'agosto 2025 Milano Bergamo non c'è. Sulla pagina dei controlli di sicurezza di SACBO, la società che gestisce lo scalo, si legge però una frase molto diversa da quella di un anno fa: è consentito portare a bordo, nel bagaglio a mano, liquidi in recipienti ciascuno con capacità massima di due litri. Il contesto lo aveva anticipato Il Sole 24 Ore l'estate scorsa, quando dava per il 28 novembre 2025 l'entrata in servizio dei nuovi scanner a tomografia computerizzata di Orio, insieme all'ampliamento dell'area controlli da dodici a quattordici postazioni.

Il movimento opposto riguarda Catania, che diverse guide online continuano a dare per attrezzata. SAC, la società che gestisce Fontanarossa, aveva già messo le cose in chiaro la scorsa estate: il limite dei 100 ml resta in vigore perché il software degli apparati installati allo scalo è ancora in attesa della ricertificazione da parte delle autorità europee, e sarà l'aeroporto stesso ad annunciare il cambio quando arriverà. Chi parte dalla Sicilia orientale, quindi, non imbarca liquidi oltre i 100 ml in aeroporto e prepara il beauty case come si è sempre fatto.

Messe in fila, le pagine ufficiali dei sei scali attrezzati danno cinque regimi diversi per la stessa identica valigia: due litri per tutti, due litri tranne due destinazioni, due litri in un terminal su due, due litri solo a pagamento, due litri dichiarati dal gestore ma non ancora nell'elenco nazionale. È il motivo per cui l'unica verifica che serve davvero non è quella sull'Italia in generale, ma quella sull'aeroporto e sul terminal da cui si parte, il giorno prima di partire.

Il viaggio di ritorno è il punto debole

La trappola vera non è all'andata, è al ritorno, e ha a che fare con l'imballaggio più che con il contenuto. Agli operatori di sicurezza interessa la capienza dichiarata sull'etichetta, non quanto prodotto è rimasto dentro: un flacone di profumo da 200 ml mezzo usato resta un contenitore da 200 ml, e in uno scalo non attrezzato non passa. Chi parte da Linate con la crema grande e rientra da Venezia la perde al controllo oppure paga il supplemento per la stiva, perché la pagina del Marco Polo sui controlli di sicurezza indica ancora contenitori fino a 100 ml e un massimo di un litro complessivo a passeggero. Lo stesso scalo avverte che con i nuovi apparati i liquidi non vanno più tolti dal bagaglio: non doverli estrarre non significa poterne portare di più, ed è l'equivoco che al varco costa di più. Sul resto dei diritti di chi vola, dal ritardo al bagaglio smarrito, il quadro è invece quello delle nuove tutele europee per i viaggi in aereo.

Lo stesso ragionamento vale per le coincidenze, perché il bagaglio a mano viene ricontrollato quando si cambia aeroporto fuori dallo spazio Schengen, dove al passaporto si somma il sistema EES di controllo degli ingressi. Aeroporti di Roma lo scrive per esteso: chi arriva a Fiumicino in transito da un Paese extra Schengen non coperto dagli accordi di one stop security torna ai 100 ml per contenitore e alla busta da un litro, anche se per tutti gli altri passeggeri lo scalo è ormai a due litri. Discorso a parte per gli acquisti nei duty free extracomunitari, che l'ENAC ammette solo se restano nel sacchetto sigillato con lo scontrino visibile. Restano invece fuori discussione ovunque, anche negli scali non attrezzati, i medicinali per il viaggio e gli alimenti per l'infanzia, che si dichiarano al varco e vengono controllati a parte.

Le domande che arrivano al varco

Flaconi da viaggio e sacchetto trasparente per i liquidi nel bagaglio a mano
Conta la capienza stampata sull'etichetta, non quanto prodotto è rimasto: un flacone da 200 ml mezzo vuoto resta fuori dagli scali non attrezzati. Shutterstock by FabrikaSimf

Posso portare una bottiglia d'acqua da casa se parto da Linate?

Sì, purché il contenitore non superi i due litri. La pagina di SEA sulle norme bagagli indica questa soglia per Linate e per il Terminal 1 di Malpensa, senza obbligo di sacchetto trasparente. Resta la facoltà dell'operatore di chiedere un controllo aggiuntivo sul singolo contenitore.

Che cosa succede se parto da Bologna e torno da Napoli?

All'andata i due litri per contenitore sono ammessi, al ritorno no: Capodichino nell'elenco dell'ENAC non compare, quindi non si imbarcano liquidi oltre i 100 ml nell'aeroporto di Napoli e resta la busta trasparente da un litro. Conviene quindi calibrare il beauty case sull'aeroporto più restrittivo dei due, non su quello di partenza.

Il fast track di Torino serve solo a saltare la coda?

No, a Caselle cambia anche la regola sui liquidi: nella corsia prioritaria contenitori fino a due litri restano nel bagaglio, insieme a pc e tablet. Il passaggio costa 9 euro, è gratuito sotto i due anni con un adulto e dimezzato dai due ai dodici anni non compiuti, dalle 4.30 alle 21.

Medicinali e alimenti per bambini seguono le stesse regole?

No, sono un'eccezione prevista dall'ENAC in tutti gli aeroporti italiani, anche in quelli fermi ai 100 ml. Vanno però dichiarati al varco e sottoposti a un controllo dedicato, e per i farmaci può essere richiesta la prescrizione medica o la documentazione che ne giustifica il trasporto.

Il paradosso di questa fase è che la regola più comoda è anche la più difficile da ricordare: finché l'elenco nazionale resta indietro rispetto ai singoli gestori, chi vuole imbarcare liquidi oltre i 100 ml in aeroporto deve fidarsi della pagina del proprio scalo e non del titolo di giornale che annuncia la fine dei 100 ml. Il presidente dell'ENAC Pierluigi Di Palma aveva indicato l'estate 2026 come traguardo per estendere la misura a tutti gli scali italiani. L'estate è finita, e il sacchetto trasparente conviene tenerlo ancora in tasca.

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