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Prati punteggiati di baite, il torrente che scorre accanto alla strada, boschi di larici e, sullo sfondo, le cime che separano la Val di Fassa dalla Val Contrin: la Val San Nicolò, valle laterale che si apre sopra Pozza di Fassa, è da sempre una delle mete più amate da escursionisti e famiglie in vacanza nelle Dolomiti trentine. Un successo che ha un prezzo. Per proteggerla, poco sopra la vecchia centrale elettrica, nel territorio di San Giovanni di Fassa, è stata installata una sbarra automatica che lascia passare soltanto i veicoli autorizzati. Fino a ieri c'erano solo i cartelli di divieto; ora la strada, per chi non ha il permesso, è fisicamente chiusa. È l'ultimo capitolo della battaglia contro l'overtourism, una battaglia che sta cambiando la montagna in tutto l'arco dolomitico. Ecco, in tema di Val di Fassa overtourism, come funziona e cosa cambia per chi vuole visitare la valle.

Il sistema è semplice, e molto più efficace di un cartello. La sbarra legge le targhe dei veicoli in arrivo e le confronta con gli elenchi degli aventi diritto: se la targa è autorizzata, si apre; altrimenti resta abbassata. Per chi trova la strada sbarrata, accanto alla barriera è stata realizzata una rotatoria per invertire la marcia. Il passaggio è garantito ai mezzi di soccorso. Le persone con disabilità possono scansionare il proprio contrassegno a una colonnina e ottenere l'apertura automatica, mentre chi deve consegnare merci o raggiungere la valle per lavoro presenta il documento di trasporto: il sistema verifica che targa, titolare del mezzo e destinatario coincidano. Non si tratta, precisa l'Azienda per il Turismo, di una chiusura totale alle auto, ma di un controllo più rigoroso di un divieto già in vigore da tempo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.
A piedi, in mountain bike o con la navetta. D'estate un bus navetta collega il parcheggio di Vidor, a circa due chilometri da Pozza, con il capolinea di Saùch, con una corsa ogni mezz'ora. La corsa singola costa 7 euro, i bambini fino a sei anni viaggiano gratis e chi possiede la Guest Card della valle ha diritto a un viaggio di andata e ritorno gratuito in alcuni periodi di inizio e fine stagione. Per la parte alta della valle c'è anche un trenino turistico su gomma. Da Saùch partono poi i sentieri verso la Val Contrin, il Passo delle Cirelle, Fuciade e il Buffaure, con la possibilità di rientrare a valle lungo la storica Strada dei Russi.

La Val San Nicolò non è un luogo qualunque. Fa parte di una Zona Speciale di Conservazione della rete europea Natura 2000 e ospita specie rare, relitti glaciali e animali di particolare interesse naturalistico – un patrimonio fragile, che il traffico delle auto mette a dura prova. La sbarra si inserisce nel Masterplan della mobilità della Val di Fassa, che punta sulla digitalizzazione dei parcheggi pubblici, sulla riorganizzazione dei trasporti collettivi e sulla gestione dei flussi sui passi dolomitici. L'obiettivo è chiaro: lasciare l'auto in paese, o meglio ancora in albergo.
La Val di Fassa non parte da zero. Già nell'estate del 2019 la strada da Pozza verso le valli di San Nicolò e dei Monzoni era stata chiusa alle auto, con l'arrivo delle navette, e nello stesso anno era stato soppresso il minibus da Pera di Fassa a Gardeccia, ai piedi del Catinaccio. Allora il Comune di San Giovanni di Fassa aveva motivato la scelta con la sicurezza, per le frane scese più volte sulla strada, e con la necessità di ridurre il traffico. Non senza polemiche: diversi rifugisti avevano lamentato di non essere stati coinvolti e temuto un calo degli escursionisti. Sette anni dopo, la sbarra porta a compimento quella scelta.
Quello che è stato deciso di applicare alla Val di Fassa per combattere l'overtourism non è un caso isolato. Nell'estate del 2026, in Alto Adige, il Lago di Braies è stato raggiungibile in auto, tra luglio e metà settembre, solo con prenotazione online dalle 9 alle 16. All'Alpe di Siusi, dal 29 giugno, chi arriva in giornata deve prenotare il parcheggio, con tariffe fino a 30 euro al giorno. Per le Tre Cime di Lavaredo la navetta da Dobbiaco al rifugio Auronzo si prenota obbligatoriamente sul web, e sul sentiero del Seceda, in Val Gardena, i proprietari dei prati hanno installato un tornello con un ticket da 5 euro. Prenotazioni, pedaggi, navette e accessi contingentati stanno diventando, valle dopo valle, la nuova normalità della montagna più fotografata d'Italia. Per chi vuole organizzarsi per tempo, ecco qualche idea per una vacanza in montagna.
La montagna, si sa, si conquista a piedi. Adesso, in Val San Nicolò, anche la strada per arrivarci.
Scritto da Morgana Fois
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