Vigneto in Basilicata dell'Aglianico del Vulture
Vigneto in Basilicata dell'Aglianico del Vulture. Shutterstock by Gianluca Foto

L'Aglianico del Vulture, il vino che nasce in un vulcano

Una storia unica per uno dei più celebri vini rossi d'Italia, dal cuore della Basilicata
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
18 Agosto 2026

L'Aglianico del Vulture è un vino che ha una storia da raccontare. La sua nascita infatti non è facile da collocare, ma già al tempo dei Romani era ben conosciuto. Si narra addirittura che anche il condottiero cartaginese Annibale fosse un suo grande estimatore. Nonostante questo e la riconosciuta qualità, si tratta di uno dei vini rossi più sottovalutati del Belpaese. Procediamo però con ordine, iniziando dal luogo particolare in cui nasce. L'Aglianico del Vulture infatti viene dalle pendici del Monte Vulture, un vulcano spento da migliaia di anni nel nord della Basilicata. Siamo nella zona tra Melfi, Rionero e Venosa, con il vitigno che qui trova un terreno unico nel suo genere in Italia.

La terra infatti è ricca di minerali ed è modellata da antiche eruzioni vulcaniche. Inoltre alcune parti dei vitigni arrivano fino a 800 metri di altitudine, altro fatto non comune specie nel meridione. Unendo tutti questi tasselli ecco che abbiamo il quadro completo: un vino che ha carattere e "forza", tanto da essere soprannominato il "Barolo del Sud". Siete incuriositi? Vediamo allora quali sono le caratteristiche dell'Aglianico del Vulture e dove andare in Basilicata per scoprirlo da vicino.

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Aglianico del Vulture: caratteristiche e abbinamenti

Calici di vino dell'Aglianico del Vulture
Calici di vino dell'Aglianico del Vulture. Shutterstock by Maurese

Come accennato in precedenza, il segreto di questo vino sta nel suolo su cui cresce. Detto del particolare terreno dove cresce il vitigno, anche le forti escursioni termiche tra giorno e notte permettono all'uva di maturare lentamente. Il risultato? Un vino corposo con aromi complessi e il mantenimento di una buona acidità. Queste sono le principali caratteristiche che hanno fatto la fortuna dell'Aglianico del Vulture. Nel calice invece si presenta con un colore rosso rubino intenso e profondo, tendente verso tonalità aranciate con l'invecchiamento, mentre al naso questo vino regala note di frutta scura, spezie e sfumature terrose, il tutto accompagnato dal caratteristico aroma minerale derivante proprio dalla sua origine vulcanica.

La sua struttura importante gli permette di affrontare lunghi invecchiamenti in botte. Non a caso esistono due versioni principali: la tipologia "Superiore" - con almeno tre anni di invecchiamento - e la "Superiore Riserva", che ne richiede almeno cinque. Per quanto riguarda invece gli abbinamenti, l'Aglianico del Vulture è perfetto con i piatti della tradizione lucana più decisa. Si sposa molto bene quindi con carni rosse alla griglia, agnello al forno e brasati, ma anche con salumi stagionati e formaggi a lunga maturazione. Insomma, il meglio della cucina lucana. Ecco perché il modo migliore per gustare appieno questo vino è quello di farlo direttamente nelle zone in cui viene prodotto.

Il vino simbolo della Basilicata: dove andare per assaporarlo al meglio

Vigneti del Monte Vulture in Basilicata
Vigneti del Monte Vulture in Basilicata. Shutterstock by Gianluca Foto

Vediamo allora quali sono i luoghi più adatti dove assaporare l'Aglianico del Vulture. Per vivere appieno l'esperienza di questo vino infatti niente è meglio di una visita ai borghi che sorgono proprio ai piedi del Monte Vulture. D'obbligo così è iniziare dal centro più grande: Melfi. Qui il centro storico - dominato dal celebre castello - ospita numerose cantine storiche dove è possibile degustare l'Aglianico direttamente accanto ai vigneti che lo producono.

Rionero in Vulture invece è considerata una delle capitali di questo vino, tanto da ospitare da quasi un secolo alcune delle case vinicole più antiche della zona. Poco distante poi c'è Barile, un centro più piccolo celebre per le sue caratteristiche "case grotte" scavate nel tufo vulcanico. Per gli amanti anche della storia poi c'è Venosa - la città di Orazio -, mentre i vigneti più suggestivi si trovano a Rapolla, un borgo che sembra arrampicato su uno sperone roccioso. L'Aglianico così può essere un ottimo motivo per visitare quest'angolo della Basilicata, una regione tutta da scoprire

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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