Oktoberfest in Italia a ottobre 2026: le feste della birra ancora da vivere dopo Monaco
Da Milano a Trento, da Torino a Cagliari: il mese di ottobre è a tema birra in tutta Italia

È probabile che, per i più, la stagione della birra coincida con l'estate o, al massimo, con le due settimane abbondanti dell'Oktoberfest, quando Monaco si riempie di boccali da un litro e di cameriere capaci di portarne una decina alla volta. Ciò che non tutti sanno è che il calendario birrario non va affatto in letargo con l'arrivo del freddo: anzi, con il freddo cambiano soltanto gli stili nel bicchiere, e novembre porta con sé una serie di appuntamenti che, tra Italia ed Europa, meritano almeno una deviazione. Abbiamo raccolto gli eventi sulla birra di novembre 2026 – festival per il pubblico, ma anche concorsi e fiere di settore – con date, luoghi e orari aggiornati al momento in cui scriviamo.

A cavallo tra i due mesi, Trieste inaugura il suo festival mitteleuropeo della birra, che non a caso porta il nome del vento più celebre della città. La prima edizione si tiene al Magazzino 28 del Generali Convention Center, nel Porto Vecchio, e coincide con un anniversario curioso: 260 anni fa, ai tempi di Maria Teresa d'Austria, Trieste otteneva la sua prima licenza per produrre birra. In programma degustazioni, cucina mitteleuropea, concerti e un'area per i bambini; l'ingresso è libero, con apertura serale venerdì 30 e lunedì 2, dalle 18, e a partire da mezzogiorno negli altri giorni (sabato 31 si chiude a mezzanotte).
Alla quarta edizione, il festival promosso dalla Regione Abruzzo riunisce al padiglione Becci del Porto Turistico dodici birrifici artigianali abruzzesi, selezionati in estate, con una parte aperta al pubblico, masterclass, food truck e un'area riservata agli operatori.
Più che un festival, è una fiera di settore: il SIMEI, salone delle tecnologie per il vino e le bevande, alla Fiera di Rho, quest'anno ospita anche il Consorzio Birra Italiana. Il 18 novembre, in particolare, è la giornata della birra: è in programma un convegno sulla coltivazione del luppolo in Italia e, nel pomeriggio, la premiazione della prima edizione del Concorso Birra Italiana, dedicato alle birre fatte con malto e luppolo prevalentemente italiani. Per gli appassionati, insomma, un'occasione per capire che cosa c'è dietro una pinta, prima ancora che dentro.

Alla nona edizione, il BAL occupa un'intera settimana: per tutta la settimana gli appuntamenti, gratuiti, si spargono tra bar e ristoranti della metropoli, mentre sabato 7 e domenica 8 il festival si concentra nella Halle B della Gare Saint-Sauveur, un'ex stazione merci, con oltre 70 birrifici francesi e stranieri. Paese ospite di quest'anno è l'Ucraina, con quattro birrifici. Il weekend finale è a pagamento, gratuito per i minori, e le degustazioni si pagano a parte, stand per stand.
Più raccolto, il salone dedicato alla birra si tiene al Parc des Expositions di Rouen, all'interno del Salon Gourmand, con un ingresso indicato in 8 euro.
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È la fiera dei professionisti: impianti, materie prime, imballaggi, tutto ciò che serve per produrre e vendere birra e bevande. Non è pensata per il pubblico, ma per chi lavora nel settore resta uno degli appuntamenti più importanti dell'anno.
Per gli appassionati più accaniti, l'appuntamento del mese è probabilmente questo. Il festival si tiene alla Waagnatie, un vecchio magazzino portuale di Anversa, con oltre 60 birrifici selezionati in tutto il mondo e una formula a prezzo unico: ingresso, bicchiere da degustazione e assaggi illimitati di circa 240 birre a serata, 480 nelle due giornate, molte delle quali prodotte apposta per l'evento. I biglietti, che di solito vanno a ruba, si vendono online. Il che, per chi è abituato a pagare un assaggio alla volta, è tutt'altra cosa.
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Date e programmi sono quelli comunicati dagli organizzatori al 22 ottobre, e qualcuno, come il BAL di Lille, deve ancora pubblicare i dettagli. Prima di partire conviene quindi dare un'occhiata ai siti ufficiali: per un brindisi mancato, a differenza di una birra sbagliata, non ci sono rimedi.
Scritto da Anna Furlan
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