Un piatto di alta cucina servito in un ristorante gourmet: ecco dove provare i ristoranti stellati meno cari d'Italia.
Un piatto di alta cucina in un ristorante gourmet. Shutterstock by Aerial Horizons

Ristoranti stellati meno cari d'Italia, dove si mangia da chef con meno di 80 euro

Da Torino all'Irpinia, i menu delle tavole premiate dalla Michelin che non mettono in crisi il portafoglio
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
20 Ottobre 2026

Chi più spende, meno spende, recita il proverbio. Nell'alta cucina, però, la regola vale solo fino a un certo punto. Accanto ai grandi nomi, dove il percorso degustazione arriva senza troppi complimenti a diverse centinaia di euro a persona, la Guida Michelin premia ogni anno anche trattorie di paese, osterie di famiglia e locali di provincia in cui una stella si può conquistare (dal lato del cliente, s'intende) con una cifra più vicina a quella di una cena in pizzeria con dolce e vino. La stessa Guida, nel suo ultimo aggiornamento, ne ha selezionati una ventina con percorsi sotto gli 80 euro e, in qualche caso, pranzi di lavoro intorno ai 30. Ecco i ristoranti stellati meno cari d'Italia, da Nord a Sud, con i menu più convenienti e qualche piatto da non perdere.

Ristoranti stellati meno cari d'Italia: i menu più convenienti

Scarpinocc - piatto tipico di Bergamo
Scarpinocc, piatto tipico di Bergamo. Shutterstock by KYNA STUDIO

Pranzo da stella a 30 euro, tra Bergamo e Torino

I prezzi più bassi, come spesso accade, si trovano a mezzogiorno. All'Osteria degli Assonica di Sorisole, sulle colline sopra Bergamo, i fratelli Alex e Vittorio Manzoni propongono a pranzo, nei giorni feriali, due portate a 30 euro e tre a 40; il menu vegetariano parte addirittura da 25. In carta, piatti dai sapori complessi come i porri al cartoccio con bottarga di trota. A Torino, da Vintage 1997, la colazione di lavoro dal lunedì al venerdì costa 30 euro per due portate e dessert: tajarin al ragù di vitello, sapori piemontesi e qualche incursione nel Mediterraneo. Una cifra da bar del centro.

Zappatori e le altre colazioni di lavoro

A Pinerolo, ai piedi delle valli olimpiche, Christian Milone rilegge la tradizione piemontese con occhio contemporaneo. Il venerdì il suo Zappatori propone una colazione di lavoro a 35 euro, con snack, due piatti scelti dal menu dedicato al 1975 – vitello tonnato cotto rosa, plin in brodo con bollito e funghi – piccola pasticceria e caffè. Ancora più a sud, in Irpinia, il pranzo di lavoro di Oasis – Sapori Antichi, a Vallesaccarda, costa 40 euro per primo, secondo e dessert, il lunedì, il martedì e il venerdì. Qui Michelina Fischetti e Serena Falco lavorano materie prime biologiche del territorio: ravioli di burrata ed erbette con tartufo irpino, caciocavallo arrostito con mosto cotto. Difficile chiedere di più a una sosta di metà giornata.

Ristoranti stellati meno cari d'Italia: Emilia, la trattoria che non tradisce

Un piatto di tortellini in brodo
Tortellini in brodo, piatto simbolo della cucina emiliana. Shutterstock by FVPhotography

Nessuna sala minimalista, a Savigno, sull'Appennino bolognese. La Trattoria da Amerigo di Alberto Bettini è una trattoria vera, con i tortellini in brodo di gallina vecchia, le lasagne ai funghi e le tigelle servite con il gelato di parmigiano (provare per credere). Il menu delle Premiate Trattorie Italiane, quattro portate, costa 55 euro. Poco più a nord, a Rubiera, l'Osteria del Viandante di Jacopo Malpeli propone dal lunedì al venerdì un business lunch di tre portate a 60 euro, con la culatta affinata oltre trenta mesi a fare gli onori di casa.

Montagna e provincia, il fascino dei menu lunghi

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nelle Marche
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra l'Umbria e le Marche. Shutterstock by miszaszym

Sui Monti Sibillini, dove la leggenda colloca la grotta della Sibilla Appenninica e la sua corte di fate, Enrico Mazzaroni guida Il Tiglio di Montemonaco. Il menu Il Ritorno, sette portate, costa 68 euro: tagliatelle con fricassea e ragù di faraona, agnello arrosto, melanzane alla parmigiana con mousse gelata. In Valchiavenna, a nord del Lago di Como, alla Lanterna Verde di Villa di Chiavenna, Roberto Tonola dedica un intero percorso alla trota, a 70 euro, servito a pranzo e a cena tutti i giorni. Chi ha meno di trent'anni, invece, ha un buon motivo per fermarsi a Ponte San Pietro, nella Bergamasca: da Cucina Cereda la degustazione di cinque portate, che costa normalmente 75 euro, scende a 40 per gli under 30.

Ristoranti stellati meno cari d'Italia: il Sud che conviene

A Eboli, nella Piana del Sele, Il Papavero di Fabio Pesticcio offre un percorso di cinque portate a 60 euro, a pranzo e a cena tutti i giorni, con piatti come la triglia con pomodoro cuore di bue, pesca e lavanda; i dolci portano la firma di Benedetta Somma. Ad Ariano Irpino, il Maeba di Salvatore Ciccarelli costruisce un percorso essenziale di quattro portate a 75 euro, con la minestra maritata tra i piatti simbolo. Due indirizzi distanti dai circuiti più battuti, e per questo ancora più interessanti.

Prima di prenotare

I prezzi indicati sono quelli segnalati dalla Guida Michelin nel suo ultimo aggiornamento e possono cambiare con la stagione; anche le stelle, del resto, vengono rimesse in gioco a ogni nuova edizione. Prima di partire alla volta di questi gustosi ristoranti stellati tra i meno cari d'Italia, conviene sempre controllare menu, giorni di apertura e condizioni sul sito di ogni indirizzo (alcune formule, come quella di Vintage 1997, richiedono la prenotazione e un minimo di due persone). Per chi vuole spingersi oltre, invece, ecco un weekend nelle Langhe tra tavole e cantine.

Una stella, a volte, costa meno di quanto si pensi. Il difficile, semmai, è trovare posto.

Scritto da Morgana Fois

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