Fiera tartufo Acqualagna dove mangiare nelle sette giornate del 2026
Gli indirizzi e i consigli per godersi il tartufo alla rinomata fiera marchigiana

È possibile che il tartufo più famoso di San Miniato (Pisa) non sia mai stato mangiato a San Miniato. Il 26 ottobre 1954 un tartufaio di Balconevisi – una delle frazioni sparse sulle colline intorno al paese – ne trovò uno da 2 chili e 520 grammi, e la tradizione locale, raccolta anche da Visit Tuscany, vuole che quell'esemplare fuori misura sia finito oltreoceano, in dono al presidente Eisenhower. Che alla Casa Bianca l'abbiano poi grattato su un piatto di tagliolini, la storia non lo dice (e forse è meglio così). Fatto sta che da allora il nome di San Miniato e quello del tartufo bianco viaggiano in coppia, e ogni novembre il paese li celebra con la mostra del tartufo di San Miniato, la sua Mostra Mercato Nazionale, che nel 2026 arriva alla 55ª edizione. Ma procediamo per gradi.
Le date della mostra del tartufo di San Miniato sono quelle degli ultimi tre weekend del mese. Sabato 14 e domenica 15, sabato 21 e domenica 22, sabato 28 e domenica 29 novembre, come annunciato dalla Fondazione San Miniato Promozione, che organizza la manifestazione. È il cuore della stagione del Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco che sulle colline sanminiatesi si raccoglie tra settembre e dicembre, e chi pensa di organizzare una gita ha un paio di settimane per organizzarsi prima del primo appuntamento.

La Mostra si svolge come sempre nel centro storico, fra le piazze e il padiglione, in quel borgo sospeso a metà strada fra Pisa e Firenze che ha dato i natali ai fratelli Taviani e che la Rocca di Federico II sorveglia dall'alto. Quest'anno, però, con un allestimento nuovo, legato – come spiega il Comune di San Miniato – ai lavori in Corso Garibaldi e in piazza del Duomo.
La vera novità dell'edizione 2026, però, sta altrove. La Mostra si apre a oltre trenta Comuni delle province di Pisa e Firenze, e ai Comuni delle Colline viene riservato uno spazio dedicato. Un modo per ricordare che il tartufo bianco non conosce confini amministrativi, e che le colline sanminiatesi sono, di fatto, un territorio più largo del paese che dà loro il nome. A fare da ambasciatore dell'edizione è Matteo Bocelli, figlio di Andrea, che con queste colline – la famiglia viene da Lajatico, nel Pisano – ha un legame profondo.

Il primo fine settimana si apre con un ospite che, a prima vista, potrebbe sembrare un rivale. Sabato 14 arriva infatti Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, insieme all'amministrazione di Alba, cioè la capitale dell'altro tartufo bianco, quello delle Langhe. Fra le due capitali del tartufo bianco, una visita del genere vale più di qualunque gemellaggio. Domenica 15 la scena passa ai fornelli, con lo show cooking di Alessandro Borghese, che il pubblico televisivo conosce come il conduttore di 4 Ristoranti.
Il secondo weekend è più riflessivo: domenica 22 è in programma un convegno con Licia Colò, volto storico dei programmi di viaggio della televisione italiana. Il terzo, invece, torna in cucina: sabato 28 alle 14:30 tocca allo show cooking di Francesco Cury.
Gli show cooking sono a numero chiuso e su prenotazione, e per informazioni l'organizzazione indica la sede della Fondazione in Piazza del Popolo 1 e il numero 0571 42745. Per intenderci, chi vuole un posto davanti ai fornelli farebbe bene a non aspettare l'ultimo giorno.
Chi ha seguito la Mostra lo scorso anno trova qui il racconto dell'edizione 2025, e chi vuole allargare lo sguardo alle altre fiere d'autunno può partire dalla nostra guida al turismo del tartufo. Quanto al 2026, il quadro è questo: tre weekend, una trentina di Comuni e un tubero che, a oltre settant'anni dal famoso esemplare di Balconevisi, continua a far parlare di sé. Del resto, pochi prodotti possono vantare un ammiratore alla Casa Bianca.
Scritto da Anna Furlan
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