Chiusura invernale dei passi alpini: tornanti di un valico di alta quota con la prima neve
I tornanti di un valico alpino di alta quota con la prima neve dell'autunno. Shutterstock by Marina Barsukova

Chiusura invernale dei passi alpini: chi la decide e dove si legge, versante per versante

Dove si leggono gli avvisi, prima di mettersi in strada
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
6 Ottobre 2026

La chiusura invernale dei passi alpini non segue un calendario: la firma l'ente che gestisce quella strada, quando il maltempo è già annunciato, come il 18 novembre 2024 per Stelvio, Rombo e Stalle.

Quel giorno, alle 16.40, la Provincia autonoma di Bolzano mise tre decorrenze diverse nella stessa nota: il passo del Rombo, statale 44 a 2.509 metri, chiuso dalla mattina; il passo dello Stelvio, statale 38 a 2.758 metri, dal pomeriggio; il passo di Stalle, provinciale 44 a 2.052 metri, dalle nove del giorno successivo. Nello stesso comunicato l'assessore provinciale alla Mobilità Daniel Alfreider rivendicava il merito opposto: un clima insolitamente mite, quell'anno, aveva permesso di lasciare i tre valichi transitabili oltre la media stagionale. Tre valichi, un solo atto, e nemmeno un ente in comune con il versante lombardo dello Stelvio: è qui che nasce l'equivoco.

Chi firma la chiusura invernale dei passi alpini

Dipende da chi è proprietario della strada, e non è un dettaglio burocratico: cambia il posto dove andare a cercare la notizia. La regola che si legge più spesso in rete, «strada statale uguale Anas», vale in Lombardia, in Piemonte e in Valle d'Aosta, ma non in Alto Adige e non in Trentino, dove le statali sono passate alle Province autonome. Lo dimostra proprio quel comunicato del 18 novembre 2024: a disporre la chiusura della statale 38 e della statale 44 è Bolzano, non Anas.

Dietro questa geografia amministrativa c'è una regola pratica che conviene tenere a mente. Più il valico è alto, più l'ente gestore si riserva di chiuderlo da un giorno all'altro: sopra i duemila metri una nevicata di ottobre può bastare, e nessuno aspetta una data per intervenire. Il preavviso, quando c'è, si misura in ore.

Lo Stelvio, tre versanti e tre enti

Sbarra che chiude una strada di montagna innevata
Una sbarra chiude una strada di montagna coperta di neve. Shutterstock by ABB Photo

Il caso che spiega meglio perché un solo avviso non basta è anche il più famoso. Il versante lombardo, quello che sale da Bormio, è statale 38 gestita da Anas, che ogni autunno pubblica un comunicato intitolato alla chiusura del Passo dello Stelvio per la stagione invernale e ogni primavera quello della riapertura. Il versante altoatesino, che scende verso Trafoi e la Val Venosta, è la stessa statale 38, ma in mano alla Provincia autonoma di Bolzano. Il terzo, l'Umbrail, piega in Svizzera e dipende dalle autorità del Cantone dei Grigioni.

Tre versanti, tre enti, tre avvisi: è il dato che nessuno dei portali che pubblicano elenchi di date mette nero su bianco. Chi sale da Bormio e scende in Val Venosta attraversa due giurisdizioni italiane e sfiora la terza, e un versante aperto non garantisce l'altro. Secondo gli avvisi di riapertura ripresi in primavera dalla stampa locale valtellinese, nel 2026 il valico è tornato percorribile su tutti e tre i versanti dal 22 maggio, ma è una coincidenza di calendario, non un obbligo: le tre decisioni restano separate. Lo stesso principio vale per le limitazioni al traffico sul passo Gardena, che non dipendono da una norma nazionale ma da scelte locali.

Dove si leggono gli avvisi, prima di mettersi in strada

Per la chiusura invernale dei passi alpini conviene partire dall'ente gestore, non da un aggregatore. Per le statali di Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta il riferimento è Anas, che segnala interruzioni e limitazioni sui propri canali territoriali; per l'Alto Adige e il Trentino i comunicati delle due Province autonome arrivano con l'orario e, spesso, con la quota del valico; la Valle d'Aosta pubblica meteo e viabilità nello stesso bollettino regionale, mentre per i valichi che portano in Svizzera l'informazione in tempo reale sta sui portali elvetici. Per le strade provinciali di montagna il canale è l'albo delle ordinanze dell'amministrazione competente, dove ogni interruzione compare con numero, tratto e progressive chilometriche.

Il secondo controllo, la mattina stessa, serve più del primo. Un passo aperto alle nove può chiudere alle due del pomeriggio, e succede più spesso in ottobre e novembre che in pieno inverno, quando la situazione si è stabilizzata e la strada è chiusa e basta.

Catene e gomme invernali, una data che cambia da regione a regione

C'è però un adempimento che torna ogni anno e non dipende dal meteo, e non va confuso con la chiusura invernale dei passi alpini. Sulle strade gestite da Anas l'obbligo di avere catene a bordo o pneumatici invernali scatta con ordinanze emanate regione per regione, e la data non è la stessa in tutta Italia: nella maggior parte del Paese è il 15 novembre, ma in Valle d'Aosta Anas la anticipa al 15 ottobre e la porta fino al 15 aprile, proprio perché lì le statali salgono ai valichi. Lo dicono i comunicati con cui l'azienda annuncia ogni stagione il provvedimento valdostano, che riguarda la statale 26 della Valle d'Aosta da Pont-Saint-Martin al Colle del Piccolo San Bernardo, la diramazione verso Courmayeur e il traforo del Monte Bianco, e la statale 27 del Gran San Bernardo da Aosta al colle.

Non è una chiusura, è un requisito di equipaggiamento: la strada resta aperta, ma senza gomme marcate M+S o 3PMSF, o senza catene a bordo, si rischia la sanzione. Chi programma un valico in autunno deve quindi tenere due calendari insieme, quello della viabilità e quello dell'obbligo. Vale la pena ricordare, già che si parla di conti, cosa cambia per il soccorso in montagna.

Le giornate estive senza auto sono un'altra cosa

Ciclista su una strada di passo alpino
Un ciclista sui tornanti di una strada di valico alpino. Shutterstock by ABB Photo

Una precisazione che serve, perché chi cerca «passi alpini chiusi» finisce spesso sulla notizia sbagliata. In estate alcuni valichi vengono chiusi al traffico motorizzato per qualche giornata, a beneficio di ciclisti e pedoni: in Valtellina e in Alto Adige sono iniziative programmate mesi prima, con un calendario pubblicato e date certe, e si esauriscono entro settembre. Non hanno nulla in comune con la chiusura invernale dei passi alpini, che è un provvedimento di sicurezza deciso sul momento e revocabile.

Il modo più rapido per non sbagliare è guardare la stagione a cui si riferisce l'avviso e l'anno del documento: un calendario di giornate senza auto è sempre datato in anticipo, un provvedimento invernale quasi sempre di poche ore prima.

Prima di partire, cosa guardare davvero

Tre cose, in quest'ordine: la quota del passo, perché sopra i duemila metri la prima nevicata può chiudere la partita; gli enti che gestiscono il versante di salita e quello di discesa, perché possono essere due o tre e decidono separatamente; l'ora dell'ultimo aggiornamento, perché un avviso di ieri sera non dice nulla sul pomeriggio di oggi.

Il resto è buon senso di montagna: un'alternativa già pronta a valle, il serbatoio pieno prima dell'ultimo paese con il distributore, e la rinuncia considerata un'opzione e non una sconfitta. C'è anche chi ha risolto il problema alla radice, come un paese valdostano dove le auto non arrivano.

Domande frequenti sulla chiusura invernale dei passi alpini

Tornanti di una strada di passo in alta quota in autunno
Una strada di valico in alta quota nei giorni in cui l'autunno diventa inverno. Shutterstock by AaronChenPS2

Esiste un calendario ufficiale delle chiusure?

No. Gli enti gestori non pubblicano una data valida per tutti i valichi: ogni interruzione è un provvedimento a sé, deciso in base alle condizioni della strada e alle previsioni. La Provincia autonoma di Bolzano, il 18 novembre 2024, ha annunciato Stalle, Rombo e Stelvio nella stessa nota ma con tre decorrenze diverse.

Chi devo controllare se il passo tocca più amministrazioni?

Tutti i versanti. Sullo Stelvio il lato di Bormio è statale 38 gestita da Anas, il lato altoatesino è la stessa statale in mano alla Provincia autonoma di Bolzano e l'Umbrail dipende dal Cantone dei Grigioni: sono tre decisioni separate, che possono arrivare in giorni diversi.

Le gomme invernali servono anche se il passo è aperto?

Sulle strade gestite da Anas l'obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali scatta con ordinanze emanate regione per regione, indipendentemente dalla neve presente quel giorno: nella maggior parte d'Italia dal 15 novembre, in Valle d'Aosta già dal 15 ottobre e fino al 15 aprile. Su provinciali e regionali le prescrizioni possono cambiare.

Un passo chiuso in autunno può riaprire?

Sì, e capita. Finché l'inverno non si è stabilizzato, un'interruzione decisa per un peggioramento può essere revocata quando la carreggiata torna percorribile. Per questo gli enti gestori parlano di chiusura invernale dei passi alpini solo quando la stagione è davvero finita, e fino a quel momento conviene verificare giorno per giorno.

Il bello dei passi, a ottobre, è esattamente questo: si guidano con la luce bassa, i tornanti vuoti e i rifugi che stanno chiudendo i battenti, sapendo che la settimana dopo la strada potrebbe non esserci più. Chi parte informato lo vive come un privilegio. Chi parte senza controllare lo scopre davanti a una sbarra.

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Redazione

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