Come scegliere i sentieri da percorrere in Italia a piedi
Per la propria sicurezza (e per goderne appieno) è fondamentale conoscere la classificazione dei sentieri del CAI

In questi giorni potreste aver sentito parlare di krapfen, bomboloni e di montagne strapiene di turisti. Tutto regolare, o meglio, tutto nella norma per questi tempi di sovraffollamento montano, di cui una delle espressioni più rappresentative è l'ormai tipica fila al rifugio Friedrich August per mangiare un krapfen al cospetto del Sassolungo.
Basta farci un salto o, più facilmente, aprire Instagram o Tiktok per avere un'idea della diffusione di questa (nuova) tendenza social. Ma com'è nata questa moda? Perché continua ad attirare così tante persone? Proviamo a capirlo.

Il krapfen è un dolce tipico tedesco diffuso anche in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il nome deriva dall'antico tedesco krafo, ovvero gancio, artiglio, poi divenuto nella lingua gotica krappa, in riferimento a una presunta forma originale allungata del dolce.
La pasta piena (uova, burro e latte) che gli dà la forma, una palla appiattita, contiene al suo interno confettura (di albicocche o mirtilli) ed è ricoperta con zucchero a velo o zucchero semolato. Viene spesso arricchito con scorza di limone e con un cucchiaio di rum. Al posto della confettura, negli ormai celeberrimi krapfen del rifugio della Val di Fassa c'è la crema alla vaniglia.
Vengono spesso chiamati anche bomboloni, nonostante ci siano delle differenze sostanziali. Questi ultimi sono caratterizzati infatti da una pasta vuota, più magra, riempita di crema pasticciera. Ma, anche qui, dipende dalle tradizioni e dalle (tante) varietà locali.
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C'entra innanzitutto il panorama dolomitico che offre il rifugio Friedrich August, incastonato tra il Col Rodella e il Passo Sella, nel territorio di Campitello di Fassa. È un luogo suggestivo che regala viste mozzafiato sul gruppo del Catinaccio e sul massiccio del Sassolungo. Ma c'entrano pure la presentazione del prodotto, in bella mostra su un bel bancone di legno, e la facilità d'accesso al rifugio, raggiungibile anche con gli impianti.
Gioca un ruolo importante anche la scarsità di quello specifico krapfen, prodotto e venduto in quantità limitate (qualche centinaio) e quindi quasi una rarità da gustare e immortalare, specie nei periodi più turistici. Fra l'altro, quello del rifugio Friedrich August viene servito per colazione fino alle 10:30 circa.
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E no, non è una novità di quest'anno. Sono già diverse le stagioni durante le quali quei krapfen hanno generato lunghe file, e che i social hanno contribuito ad allungare ulteriormente. Complice il caldo, la montagna che attira sempre più turisti, l'instagrammabilità del luogo e gli algoritmi dei social che hanno spinto sui feed di Instagram e TikTok foto e video di questi krapfen, hanno fatto il resto.
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