Street food a Sonnino: il borgo sui Monti Ausoni, in provincia di Latina
Sonnino, borgo dei Monti Ausoni in provincia di Latina — Shutterstock by essevu

Street food a Sonnino il 15 novembre: piatti e prezzi dalle 12

Dai ciacaprete al sugo di capra alla polenta con le lumache, l'edizione d'autunno della Pro Loco porta in piazza la cucina del borgo, con musica dal vivo e giochi per i bambini

A cura di Morgana Fois

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Il profumo del sugo di capra che sale tra i vicoli, una polenta fumante condita con le lumache, le crespelle zuccherate che passano di mano in mano mentre, poco più in là, la musica attacca il primo brano: domenica 15 novembre 2026 il centro di Sonnino, borgo medievale aggrappato al Colle Sant’Angelo tra i Monti Ausoni, si trasforma in una lunga tavola all’aperto per l’edizione d’autunno dello Street Food alla Sonninese. Si comincia alle 12 e – particolare tutt’altro che scontato – il menu arriva con i prezzi già dichiarati, piatto per piatto, così da sapere in anticipo quanto mettere in conto. Ecco, allora, che cosa offre lo street food a Sonnino a chi decide di lasciare Roma o Latina per una domenica fuori porta.

Street food a Sonnino: quando, dove e chi lo organizza

Un piatto di polenta con le lumache in umido
Un piatto di polenta con le lumache in umido — Shutterstock by ANTONIO TRUZZI

Street food a Sonnino: tra via Cesare Battisti e piazza Garibaldi

L’appuntamento è nell’area pedonale che unisce via Cesare Battisti a piazza Garibaldi, nel cuore del paese, in provincia di Latina. A organizzare è la Pro Loco Sonnino APS, con il patrocinio del Comune di Sonnino, che ha diffuso il manifesto dell’evento attraverso il portale Sonnino.Info. La formula è quella del cibo di strada nella sua accezione più schietta: piatti cucinati sul posto, venduti singolarmente e consumati in piedi, passeggiando oppure appoggiati a un muretto di pietra (con vista sui tetti, se va bene). Nessun menu fisso. Si sceglie, si paga, si assaggia.

Il menu della tradizione, prezzo per prezzo

Si parte dalla cucina contadina più essenziale, quella che non butta via nulla. La maltagliata ai ceci e la minestra di pane raffermo e fagioli, entrambe a 7 euro, sono le voci più economiche della lista e, in una giornata di metà novembre, probabilmente le più confortanti: piatti di recupero, nati per far fruttare la dispensa, che il tempo ha trasformato in piccoli emblemi di identità. Salgono il prezzo e la sostanza con la polenta (10 euro), servita a scelta con il sugo di lumache o con i broccoletti – due declinazioni della stessa cucina di montagna, una più audace, l’altra decisamente più rassicurante per i palati prudenti.

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Ciacaprete e capra, i protagonisti

Uno scorcio del borgo di Sonnino
Uno scorcio del borgo di Sonnino, in provincia di Latina — Shutterstock by essevu

C’è poi un nome che, a pronunciarlo, strappa quasi sempre un sorriso. I ciacaprete sono una pasta di sola acqua e farina che qui viene condita con il sugo di capra e proposta a 10 euro. Sul significato del nome circolano ipotesi più o meno pittoresche, che lasciamo volentieri ai linguisti: a tavola, del resto, conta il piatto, non l’etimologia.

La capra è la vera protagonista del menu. Torna infatti nella capra in umido, preparata secondo la ricetta tradizionale e venduta a 10 euro, come lo spezzatino di scottona con patate, alternativa più familiare per chi non se la sente di osare. A chiudere, le crespelle dolci tipiche a 2 euro: il genere di spesa che non si discute. Facendo due conti, un primo, un secondo e un dolce costano tra i 19 e i 22 euro a persona.

Street food a Sonnino: musica, giochi e un brigante sullo sfondo

Ad accompagnare il pranzo ci sarà la musica dal vivo, prevista per tutta la durata dell’evento, mentre per i più piccoli la Pro Loco ha predisposto un’area con giochi per bambini: una scelta che – per chi viaggia con figli al seguito – rende la giornata adatta anche alle famiglie, senza dover scegliere tra il piatto di polenta e il passeggino. Tra un assaggio e l’altro, vale la pena alzare lo sguardo sui vicoli che salgono verso la torre del vecchio castello. Sono le stesse strade in cui, nel 1793, nacque Antonio Gasbarrone, il brigante che negli anni Venti dell’Ottocento tenne in scacco le autorità pontificie tra i Lepini e gli Ausoni, prima di finire in carcere fino al 1870 – e di morire, quasi novantenne, ad Abbiategrasso. Un’altra epoca, certo. Ma l’appetito per le cose sostanziose, a quanto pare, è rimasto intatto.

Per informazioni, la Pro Loco indica il numero 347 038 4077. Il resto lo decide la fame (e la pazienza davanti al pentolone della capra).

Scritto da Morgana Fois

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Morgana Fois

Morgana Fois

Redattrice

Si occupa prevalentemente di Viaggi, Arte&Cultura e Food&Drink.

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