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La domanda sul vino novello 2026, quando esce, ha una risposta scritta in un decreto ministeriale e non nei calendari delle cantine: le prime bottiglie potranno arrivare sugli scaffali e nei bicchieri dalle 0:01 di venerdì 30 ottobre, tre settimane prima del Beaujolais Nouveau francese.
A fissare l'orario è il decreto del Ministero delle politiche agricole del 13 agosto 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 agosto di quell'anno, che all'allegato 7 stabilisce l'immissione al consumo «alle ore 0:01 del 30 ottobre» dell'annata, salvo i disciplinari che indicano un termine più tardo. Lo stesso testo chiede che almeno il 40% del vino nasca dalla macerazione carbonica dell'uva intera e che l'imbottigliamento si chiuda entro il 31 dicembre. Nel 2026 la data cade di venerdì, alla vigilia del fine settimana di Ognissanti.
Per anni la festa del novello è caduta il 6 novembre, e molte pagine continuano a riportare quella data. Il decreto del 2012 l'ha anticipata al 30 ottobre e l'ha resa uguale per tutti: vale per l'Italia, per gli altri Paesi dell'Unione e per le esportazioni. Prima di quel minuto le bottiglie possono già viaggiare, ma i documenti di trasporto devono riportare la dicitura «da non immettere al consumo prima delle ore 0,01 del 30 ottobre», seguita dall'anno.
La regola nasce per evitare una corsa ad anticipare: il novello è un vino che vive di freschezza, e chi lo mettesse in commercio a metà ottobre venderebbe un prodotto fermentato troppo in fretta. Il decreto fissa infatti anche un periodo minimo di vinificazione di dieci giorni. Chi cerca il vino novello 2026 e si chiede quando esce in enoteca o al supermercato deve quindi guardare al 30 ottobre come data minima: alcune cantine scelgono di aspettare qualche giorno in più, e qualche disciplinare di produzione prevede un termine successivo.

Il confronto con la Francia è inevitabile. Il Beaujolais Nouveau esce per tradizione il terzo giovedì di novembre, e il quotidiano di Lione Lyon Mag ha già indicato l'appuntamento del 2026: giovedì 19 novembre. Il novello italiano arriva quindi con venti giorni di anticipo. Le regole però sono diverse: il francese nasce solo da uve Gamay vinificate interamente con la macerazione carbonica, mentre in Italia ogni denominazione sceglie i propri vitigni e la quota minima di uva intera è del 40%.
Anche i numeri raccontano due storie diverse. Il Gambero Rosso, nel novembre 2024, ricordava che il novello italiano aveva superato i 17 milioni di bottiglie nei suoi anni d'oro, e che la stima più recente di Coldiretti si ferma intorno ai due milioni. Il prodotto è diventato una nicchia: lo fanno meno cantine, spesso legate a una festa di paese o a una vendita diretta, e chi vuole sapere dove esce il vino novello 2026 vicino a casa fa prima a chiedere ai produttori della propria zona.
Il nome non è libero. Secondo l'allegato 7 del decreto, la menzione «novello» o «vino novello» spetta soltanto ai vini a denominazione di origine o a indicazione geografica tipica il cui disciplinare preveda espressamente questa tipologia. In etichetta deve comparire l'annata delle uve, e il titolo alcolometrico al consumo non può scendere sotto l'11%, con un massimo di dieci grammi per litro di zuccheri residui.
Il decreto vieta poi di usare «novello», ma anche «giovane» o «nuovo», per i vini che non rispettano queste condizioni. È un dettaglio utile davanti allo scaffale: una bottiglia generica presentata come vino giovane dell'anno non è, per legge, un novello. La differenza si sente anche nel bicchiere, perché la macerazione carbonica, cioè la fermentazione degli acini interi in un ambiente saturo di anidride carbonica, dà profumi di frutta rossa e una beva morbida, pensata per i primi mesi.
La festa più nota del Lazio è quella di Vignanello, nella Tuscia, dedicata all'olio e al vino appena fatto: la ventiseiesima edizione cade nei fine settimana del 6-8 e del 13-15 novembre 2026, e il programma ora per ora, con le taverne nelle segrete del Castello Ruspoli e i loro turni, è pubblicato dalla Pro Loco. Nel Sannio, a Torrecuso, il portale napoletano Napolike segnala dal 6 all'8 novembre Novello e Castagne, organizzata dal Forum dei Giovani con la Pro Loco del paese.
Il novello cade poi a ridosso di San Martino, l'11 novembre, che nel 2026 è un mercoledì: è la ricorrenza in cui la tradizione contadina apriva le botti, e di cui abbiamo raccontato l'origine nell'articolo sull'estate di San Martino. Per costruire un fine settimana fra cantine e borghi nella stessa zona, il calendario delle sagre nel Lazio a novembre dell'anno scorso dà un'idea dei paesi da tenere d'occhio, così come il programma della Festa delle Cantine di Bagnoregio. Il testo completo delle regole è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale, il programma di Vignanello sul sito della Pro Loco di Vignanello.

Il vino novello 2026 esce alle 0:01 di venerdì 30 ottobre, la data minima fissata dall'allegato 7 del decreto ministeriale del 13 agosto 2012. Prima di quel momento le bottiglie non possono essere vendute né servite, anche se possono già essere trasportate. Alcuni disciplinari di produzione prevedono una data più tarda, quindi qualche novello arriva dopo.
Il novello è pensato per essere bevuto giovane, nei mesi successivi all'uscita. La legge impone l'imbottigliamento entro il 31 dicembre dell'anno di vendemmia, ma non fissa una scadenza per il consumo. Per apprezzarne i profumi di frutta, dati dalla macerazione carbonica, conviene aprirlo entro l'inverno e non tenerlo in cantina fino all'estate.
Il Beaujolais Nouveau francese esce il terzo giovedì di novembre, nel 2026 il 19, e nasce solo da uve Gamay vinificate tutte con macerazione carbonica. Il novello italiano esce il 30 ottobre, può usare i vitigni previsti da ciascuna denominazione e richiede che almeno il 40% del vino derivi dalla macerazione carbonica.
Sull'etichetta deve comparire la menzione novello o vino novello insieme all'annata delle uve, ed è ammessa solo per vini a denominazione di origine o a indicazione geografica i cui disciplinari prevedono questa tipologia. La legge vieta di chiamare giovane o nuovo un vino che non ha i requisiti del novello, come gradazione minima e zuccheri.
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