Cosa vedere a Bressanone: piazza Duomo e la cattedrale viste dall'alto
Piazza Duomo a Bressanone, con la cattedrale e la chiesa di San Michele, vista dall'alto — Shutterstock by DirkVG

Cosa vedere a Bressanone prima di Natale: Duomo, Hofburg e Novacella

La città più antica del Tirolo, il suo centro storico e i dintorni da fiaba

A cura di Morgana Fois

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Per i principi-vescovi che vi tennero corte per secoli era una piccola capitale, per i mercanti diretti al Brennero una sosta obbligata lungo la Valle Isarco, per un elefante di nome Soliman – proprio così, un elefante – una tappa del lungo viaggio da Valladolid a Vienna, nel 1552. Bressanone, la città più antica del Tirolo, ha sempre avuto il talento di trattenere chi era soltanto di passaggio, e nelle settimane che precedono il Natale lo esercita con una certa insistenza: le torri del Duomo che spuntano sopra i tetti, i portici illuminati già alle cinque del pomeriggio, l’odore di legna e spezie che a fine novembre invade piazza Duomo. Prima che l’Avvento porti con sé le folle, ecco cosa vedere a Bressanone tra centro storico e dintorni, con quello che resta aperto in questo scorcio d’autunno e le date da segnare per dicembre.

Cosa vedere a Bressanone, dal Duomo a Novacella

Il Duomo e un elefante sotto le volte

Si arriva in piazza Duomo e lo sguardo sale da solo verso le due torri della cattedrale dedicata all’Assunta e a San Cassiano, nata attorno all’anno 980, ricostruita in forme romaniche dopo un incendio nel XII secolo e infine rivestita di barocco tra il 1745 e il 1754. All’interno il registro cambia del tutto: trentatré qualità di marmo, l’altare maggiore completato da Theodor Benedetti – considerato tra i più importanti altari barocchi del Tirolo – e l’Adorazione dell’Agnello che Paul Troger dipinse tra il 1748 e il 1750.

Il colpo di scena, però, è accanto. Il chiostro, nato prima dell’anno Mille, ridisegnato in epoca romanica e poi coperto da volte a crociera gotiche nel Trecento, è uno dei monumenti artistici più preziosi dell’Alto Adige: arcata dopo arcata, gli affreschi alternano storie sacre e scorci di vita medievale. Cercate il terzo portico, dove compare un elefante (curiosa coincidenza, per una città che proprio di un elefante avrebbe fatto il proprio simbolo), e il tredicesimo, con l’Adorazione dei Re.

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Hofburg, la corte dei presepi

Fino al 1973, anno in cui la sede vescovile si trasferì a Bolzano, nell’Hofburg abitavano i principi-vescovi, che fino all’Ottocento esercitarono qui anche il potere civile. Nato nel XIII secolo come fortezza – sul lato sud il fossato c’è ancora, scavalcato da un ponte in muratura –, il palazzo si è poi vestito di Rinascimento e di barocco, chiudendosi attorno al cortile con quattro ali su tre piani. Oggi è la sede del Museo Diocesano, oltre settanta sale che vanno dall’arte romanica al contemporaneo, con un Tesoro del Duomo tra i più importanti dell’arco alpino: il pezzo forte è la casula di Albuino, in porpora bizantina, realizzata attorno all’anno Mille e detta “delle aquile” per il disegno del tessuto.

Il periodo, però, suggerisce un’altra priorità. La collezione di presepi, considerata tra le più rilevanti a livello internazionale, affonda le radici in una tradizione locale di almeno tre secoli: a cavallo tra Settecento e Ottocento il principe-vescovo Karl Franz von Lodron commissionò due grandi presepi a Franz Xaver Nissl e ai fratelli Probst, e attorno a quel nucleo si sono poi aggiunte scene di Bressanone e del Tirolo, ma anche di Napoli e della Sicilia. Da ottobre a maggio il museo apre ogni giorno dalle 10 alle 17, con l’eccezione del 24 e del 25 dicembre; il biglietto costa 13 euro, 10 per gli studenti fino a 26 anni e 5 per i ragazzi.

Cosa vedere a Bressanone, portici, vicoli e un quartiere tra due fiumi

Uscendo dal palazzo, concedetevi un po’ di tempo senza meta. Il centro storico si percorre in fretta sulla carta e lentamente nella realtà, perché i Portici Maggiori e i Portici Minori – il cuore commerciale della città da secoli – costringono a continue soste tra calzolai, pelletterie, botteghe gastronomiche, negozi di moda e gallerie d’arte. Alzate gli occhi sulla facciata dell’Hotel Elephant: l’affresco ricorda proprio Soliman, l’elefante destinato alla corte imperiale che si fermò in città nel 1552 e che ha lasciato a Bressanone un simbolo e un nome. Una storia così singolare che José Saramago ne ha tratto un romanzo, Il viaggio dell’elefante.

Poi attraversate il fiume. Oltre l’Isarco si apre Stufles, il quartiere più antico, stretto tra Isarco e Rienza, fatto di vicoli tortuosi e case che sembrano non essersi mai accorte del passare del tempo.

I portici del centro storico di Bressanone
I portici del centro storico di Bressanone — Shutterstock by Giorgio Rossi

Novacella, il silenzio dei canonici

Basta spostarsi di pochi chilometri verso nord, nel comune di Varna, perché il paesaggio cambi tono: vigneti in pendenza, un grande complesso di mura e campanili e un silenzio che sembra tutt’altro che casuale. L’Abbazia di Novacella fu fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone Hartmann, e i canonici agostiniani – che la abitano tuttora – non l’hanno mai lasciata. All’ingresso accoglie la cappella di San Michele, consacrata nel 1198 e soprannominata Engelsburg per la somiglianza con Castel Sant’Angelo; nel cortile, invece, il Pozzo delle Meraviglie raffigura le sette meraviglie del mondo antico più un’ottava, che altro non è se non l’abbazia stessa (la modestia, evidentemente, non era tra le virtù richieste).

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Il cortile dell'Abbazia di Novacella con il Pozzo delle Meraviglie
Il cortile dell’Abbazia di Novacella, con il Pozzo delle Meraviglie — Shutterstock by Boris-B

Poi ci sono la chiesa, vestita di barocco e rococò, il chiostro e la biblioteca rococò su due piani, la sala più celebre del complesso, che si vede con le visite guidate su prenotazione insieme a chiesa, chiostro e museo. Ed è il vino, da sempre soprattutto bianco, a chiudere il cerchio. Il museo apre dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17 con ultimo ingresso intorno alle 16.15, e resta chiuso la domenica e nei giorni di festa religiosa: il biglietto con audioguida costa 13 euro (11 per gli over 65, 7 per studenti e ragazzi dai 15 anni, gratis sotto i 14).

Bressanone a Natale, tra bancarelle e luci

Il mercatino di piazza Duomo si inaugura giovedì 26 novembre 2026 alle 17, poi le bancarelle restano aperte dal 27 novembre al 6 gennaio 2027, con la sola pausa del 25 dicembre: dalle 11 alle 19 dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 19 nel fine settimana e nei festivi, mentre i punti gastronomici proseguono fino alle 21. Chi preferisce arrivare senza auto può valutare i treni per i mercatini di Natale in Alto Adige.

Al calar della sera la scena si sposta nel cortile dell’Hofburg, dove la facciata diventa lo schermo di OOPS 2 – A Light & Music Show, spettacolo di luci e musica a favore dell’UNICEF, con le musiche di Giorgio Moroder: una piccola creatura, Oops, insegue il suo palloncino rosso attraverso mondi reali e immaginari, incrociando – e non poteva essere altrimenti – anche l’elefante Soliman. Va in scena dal 26 novembre 2026 al 9 gennaio 2027, ogni sera alle 17.30 e alle 18.30 (il sabato anche alle 19.30), e dura una ventina di minuti. Gli adulti pagano 13 euro dalla domenica al giovedì e 15 il venerdì, il sabato e nei festivi; un euro di ogni biglietto va all’UNICEF.

Una giornata, con ordine

Una sola giornata basta, a patto di non sprecarla. Conviene cominciare da Novacella, che chiude alle 17 e la domenica non riceve visitatori, e rientrare in città per pranzo sotto i portici; il pomeriggio è per il Duomo, il chiostro e l’Hofburg, con i presepi lasciati per ultimi. Dal 26 novembre, poi, il programma si chiude da sé: il buio arriva presto e alle 17.30 le luci si accendono sulla facciata del palazzo. Chi resta qualche giorno in più ha davanti la Plose, la montagna di casa, che apre la stagione sciistica il 5 dicembre, oppure il resto dell’Alto Adige, magari con un weekend a Merano. Insomma, a Bressanone conviene arrivare presto: prima della folla, e un attimo prima del buio.

Scritto da Morgana Fois

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Morgana Fois

Morgana Fois

Redattrice

Si occupa prevalentemente di Viaggi, Arte&Cultura e Food&Drink.

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