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Sabato sera il Lido di Venezia si prepara a un rituale che si ripete identico da decenni e che, per definizione, nessuno può anticipare: l'assegnazione del Leone d'Oro 2026 a Venezia, il premio più atteso della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. La cerimonia di chiusura della 83ª edizione, in programma sabato 12 settembre 2026, mette fine a undici giorni di proiezioni, red carpet e polemiche con un verdetto che la giuria annuncerà solo in serata: chi scrive questo articolo il giovedì precedente, come chi lo legge nelle ore che restano, può solo mettere in fila i favoriti della vigilia, non il nome del vincitore.
Il programma ufficiale della giornata conclusiva prevede la cerimonia di premiazione alle 19:00 in Sala Grande, un evento su invito e non aperto al pubblico generico. Subito dopo, alle 21:30, il pubblico può assistere in Sala Darsena alla proiezione del film che ha appena vinto il Leone d'Oro: è questo, più che la cerimonia stessa, il momento in cui la notizia arriva davvero agli spettatori presenti al Lido. In parallelo, sempre alle 21:30 in Sala Grande, va in scena fuori concorso il film di chiusura del festival, «Dio ride» di Giovanni Veronesi, mentre alle 23:00 in Sala Giardino viene proiettato il film premiato per la migliore regia. La giornata di sabato 12 settembre, in realtà, comincia molto prima: dalle 9:00 del mattino le sale del Lido (Darsena, PalaBiennale, Giardino, Casino, Corinto, Perla e Astra) restano aperte con una programmazione fitta che accompagna il pubblico fino a sera.

Con la giuria ancora al lavoro, la stampa internazionale presente al Lido ha comunque cominciato a fare i suoi pronostici. Tra i titoli più citati come possibili vincitori del Leone d'Oro a Venezia figura Wild Horse Nine di Martin McDonagh, con Sam Rockwell e John Malkovich, descritto dalla critica come sfrenato e insieme lucido, capace di piacere sia al pubblico sia agli addetti ai lavori. Circola con insistenza anche Look Back di Hirokazu Koreeda, film d'animazione centrato su due ragazze mangaka, molto apprezzato dalla stampa italiana. Un altro nome ricorrente tra i pronostici è Possible Love di Lee Chang-dong, definito da più testate il film più amato dalla stampa internazionale al Lido quest'anno, costruito attorno a temi di classe e repressione sociale nella Corea del dopoguerra. Tra i favoriti compare anche Woman Unknown di May el-Toukhy, unica regista donna nella cinquina più citata, un racconto sulle donne nella Danimarca del secondo dopoguerra. Chiude la lista dei pronostici più ricorrenti DAU di Ilya Khrzhanovsky, il progetto epico sul fisico sovietico Lev Landau, che secondo alcuni osservatori potrebbe attirare una giuria in cerca di scelte fuori dagli schemi.
Questo però va detto con chiarezza, dato che è anche uno dei punti centrali di questo articolo: per il momento si tratta soltanto di speculazioni e rumor, di pronostici della vigilia, non di concrete anticipazioni sull'esito reale. Il Leone d'Oro alla carriera, assegnato invece già nei giorni di apertura del festival a George Clooney, è inoltre un premio diverso e separato — non un'indicazione sul verdetto della giuria per il concorso, che resta del tutto aperto fino a sabato sera.
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A decidere il vincitore sarà la giuria internazionale presieduta da Maggie Gyllenhaal, descritta dagli osservatori presenti al Lido come particolarmente attratta dall'audacia e dall'anticonformismo dei film in concorso. Accanto a lei siedono altri sei membri: le registe e i registi Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. Oltre al Leone d'Oro per il miglior film, la giuria assegnerà sabato sera anche il Leone d'Argento per la miglior regia, due Coppe Volpi per le interpretazioni, il Premio Speciale della Giuria, il premio per la migliore sceneggiatura e il Premio Marcello Mastroianni per un attore o un'attrice emergente.

Mentre si aspetta il verdetto, un altro dato racconta quanto la Mostra pesi sull'economia della città: secondo l'agenzia di stampa ANSA, gli albergatori veneziani puntavano quest'anno a superare il 90% di occupazione durante il festival, con il mese di agosto già chiuso a percentuali comprese tra il 70% e il 95% a seconda della zona — oltre l'85% al Lido, circa l'80% nel centro storico, tra il 70% e il 75% in terraferma. Secondo la stessa fonte, i risultati positivi della stagione dovrebbero proseguire anche dopo la chiusura della Mostra, probabilmente fino al successivo evento cittadino, Homo Faber. La chiusura di sabato segna quindi non tanto una fine improvvisa quanto l'inizio di un lento rientro alla normalità, più graduale di quanto un singolo weekend lascerebbe pensare.
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La cerimonia di premiazione è fissata per le 19:00 di sabato 12 settembre in Sala Grande, ma è un evento su invito. Il pubblico presente al Lido scopre il verdetto di fatto alle 21:30, quando il film vincitore viene proiettato in Sala Darsena.
Le fonti consultate confermano diretta streaming per conferenze stampa e red carpet serali nel corso del festival, ma non indicano con certezza modalità e orario di un'eventuale diretta televisiva della serata conclusiva del 12 settembre: chi vuole seguirla in tempo reale dovrebbe verificare il palinsesto aggiornato di Rai Movie e RaiPlay, canali già usati per la cerimonia di apertura del 2 settembre.
No: sono due riconoscimenti distinti. Il Leone d'Oro alla carriera è un premio onorario assegnato a inizio festival, indipendente dal concorso; il Leone d'Oro 2026 vero e proprio, quello deciso dalla giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, viene annunciato solo sabato 12 settembre in chiusura.
Dipende da cosa si cerca: chi vuole assistere dal vivo all'atmosfera della premiazione troverà il Lido nel suo momento di massima affluenza, con l'occupazione alberghiera vicina al picco stagionale; chi preferisce un Lido più tranquillo può aspettare i giorni immediatamente successivi al 13 settembre, quando il festival si chiude ma la stagione turistica, secondo gli operatori del settore, resta comunque sostenuta ancora per diverse settimane.
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